Ridotte le accuse per Eitan Bondì dopo sparatoria a Roma
Eitan Bondì, il 21enne che il 25 aprile a Roma ha ferito due persone durante una manifestazione, non è più accusato di tentato omicidio e porto d’armi illegale, ma ora deve rispondere di tentate lesioni pluriaggravate dalla premeditazione, un reato meno grave. Le pene per questa accusa possono variare da alcuni mesi a più di tre anni, a seconda dell’interpretazione del giudice riguardo al “tentativo” di lesioni e alle aggravanti. Bondì era stato arrestato mercoledì 29 aprile, alcuni giorni dopo l’incidente, e inizialmente rinchiuso nel carcere Regina Coeli; ora, tuttavia, verrà posto agli arresti domiciliari, riporta Attuale.
Le indagini hanno identificato Bondì grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza nel parco Schuster, dove è avvenuto l’incidente. In uno dei video, un uomo a bordo di uno scooter Honda SH bianco si ferma in via delle Sette Chiese, punta una pistola contro i manifestanti e spara a breve distanza, ferendo un uomo e una donna che indossavano un fazzoletto dell’Associazione nazionale dei partigiani italiani (ANPI). Fortunatamente, i feriti non hanno subito danni gravi e sono stati medicati sul posto. Sono stati rinvenuti a terra alcuni pallini bianchi, proiettili di una pistola ad aria compressa.
Durante l’interrogatorio, Bondì aveva dichiarato di appartenenza alla Brigata ebraica, un gruppo che si richiama al corpo militare che partecipò alla Liberazione italiana e alla creazione dello stato di Israele. Tuttavia, l’associazione ha smentito che Bondì fosse un suo iscritto. Recentemente, ha cambiato versione; secondo il suo avvocato, Bondì ha affermato di non avere legami con la Brigata ebraica, precisando che apparteneva invece alla comunità ebraica della sua zona.