Trump valutare proposta di accordo dall’Iran mentre le tensioni aumentano
Sabato sera il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato di essere in fase di valutazione dell’ultima proposta di accordo ricevuta dall’Iran, di cui si era dichiarato «non soddisfatto» solo ventiquattro ore prima. Prima di imbarcarsi su un aereo per la Florida, Trump ha comunicato ai giornalisti che le sue dichiarazioni precedenti erano basate su un riassunto del piano; questo fine settimana avrebbe approfondito la lettura del documento. Poco dopo, ha condiviso sul suo social Truth: «presto esaminerò il piano che l’Iran ci ha appena inviato, ma non riesco a immaginare che possa essere accettabile», riporta Attuale.
Secondo diverse fonti giornalistiche statunitensi, il nuovo piano dell’Iran prevede la riapertura dello stretto di Hormuz da parte del Paese, prima che Trump sollevi il blocco imposto agli accessi delle navi iraniane o collegate all’Iran nel golfo di Oman, un blocco implementato per forzare Teheran a rimuovere quello su Hormuz. Questa concessione è significativa per l’Iran, la cui economia risente pesantemente delle sanzioni statunitensi. Tuttavia, il regime iraniano continua a richiedere un rinvio delle discussioni sul suo programma nucleare, che gli Stati Uniti desiderano smantellare completamente.
Il programma di arricchimento dell’uranio iraniano è sempre stato un punto cruciale nel negoziato, ma con l’ultima proposta è diventato ancora più rilevante. L’Iran chiede di posticipare i negoziati sul nucleare fino al termine della prima fase di colloqui, una volta raggiunto un cessate il fuoco permanente, poiché quello attuale è considerato temporaneo, malgrado Trump abbia prorogato la scadenza a tempo indefinito.
Trump, che ha spesso manifestato l’intenzione di raggiungere i suoi obiettivi rapidamente, appare scettico riguardo a questa proposta e desidera costringere l’Iran ad accettare le sue condizioni sul nucleare, che rimangono poco chiare e soggette a cambiamenti. Il primo round di negoziati tenutosi a Islamabad, in Pakistan, a metà aprile non ha prodotto risultati, poiché gli USA avevano proposto un congelamento del programma nucleare per vent’anni, mentre l’Iran aveva offerto un periodo di cinque anni, giudicato troppo breve dall’amministrazione statunitense.
Negli ultimi giorni, Trump non ha escluso la possibilità di riprendere i combattimenti. Venerdì ha dichiarato ai giornalisti alla Casa Bianca: «vogliamo andare lì, farli esplodere e finirli per sempre, o vogliamo provare a fare un accordo? Voglio dire, queste sono le opzioni».
Tuttavia, l’idea di riavviare la guerra è molto impopolare negli Stati Uniti e Trump si trova in una posizione difficile, non potendo mantenere all’infinito la massiccia presenza militare attorno al golfo Persico. Vuole evitare che l’aumento dei prezzi dei carburanti influisca sulla sua campagna elettorale in vista delle elezioni di metà mandato di novembre. Riprendere i bombardamenti sull’Iran, che ha dimostrato di poter resistere più a lungo del previsto, potrebbe acuire il malcontento interno.