I grandi del Pd cercano deroghe per evitare esclusioni dai listini elettorali

07.05.2026 05:55
I grandi del Pd cercano deroghe per evitare esclusioni dai listini elettorali

Riforme e Rischi per il PD: Il Dilemma dei Parlamentari

Un autorevole parlamentare del Partito Democratico si esprime sulle deroghe statutarie necessarie in vista delle prossime elezioni, sottolineando come sia consuetudine votare tali modifiche insieme alle liste politiche, riporta Attuale.

Tra i nomi a rischio esclusione figura Graziano Delrio, figura chiave del cattolicesimo democratico e sostenitore della corrente riformista del PD. La sua collocazione politica suscita preoccupazioni tra i membri del partito, che si interrogano sulla costituzione di una gamba centrista influenzata dalla Conferenza episcopale italiana (Cei). La Cei, guidata dal cardinale Matteo Zuppi, ha manifestato il suo impegno in campo sociale e politico, opponendosi al riarmo e promuovendo la solidarietà nei confronti di migranti e gruppi vulnerabili.

La questione delle candidature si complica ulteriormente con l’addio di Marianna Madia, che potrebbe influenzare le dinamiche interne tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, specialmente in vista di un possibile confronto per la premiership. La necessità di un’riforma elettorale sta diventando sempre più pressante: senza cambiamenti, i parlamentari dovranno affrontare collegi impossibili, mentre chi ha una base cattolica potrebbe rivelarsi decisivo per il destino del partito.

Alcuni parlamentari avvertono che il rispetto del vincolo dei 15 anni, imposto per la presentazione delle liste, possa confliggere con le consuetudini previste, creando tensioni nel partito. La discesa di Madia tra le file di Renzi ha aperto un dibattito su chi altro possa seguire il suo esempio. I parlamentari interrogano: “Se Schlein ci lascerà vivere o no dentro il PD”.

In questo scenario, Delrio rimane l’unico nome che preoccupa davvero la dirigenza e le minoranze del Nazareno. La sua riconferma è vista come cruciale per gli equilibri interni e per il legame con il cristianesimo sociale proposto dalla Cei. Le sue dichiarazioni ribadiscono l’intenzione di rimanere nel partito, purché vi sia la possibilità di una governance credibile, anche se questa posizione non sembra particolarmente ottimista.

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