I 14 punti degli Stati Uniti per l’accordo con l’Iran: uranio arricchito, Stretto di Hormuz e sanzioni

07.05.2026 08:25
I 14 punti degli Stati Uniti per l'accordo con l'Iran: uranio arricchito, Stretto di Hormuz e sanzioni

Le tensioni tra Israele e Iran: un accordo controverso in vista

Il governo israeliano rimane scettico riguardo a una possibile intesa tra gli Stati Uniti e l’Iran, nonostante le promesse di misure per ridurre le tensioni. Il premier Benjamin Netanyahu ha espresso la sua opposizione ai 14 punti proposti dai mediatori americani, accennando a una prossima preparazione militare. La situazione si complica ulteriormente con la cerimonia di insediamento del nuovo comandante dell’avviazione israeliana, il generale Omer Tischler, che si è svolta senza rinvii nonostante l’allerta nella popolazione per i sorvoli degli aerei. Il governo, infatti, non ha modificato le sue misure di sicurezza, come riporta Attuale.

Secondo quanto riportato da fonti dell’agenzia Reuters, lo stato maggiore dell’esercito israeliano sta preparando strategie in vista di una potenziale escalation piuttosto che una vera e propria pace. Netanyahu ha convocato il Consiglio di Sicurezza e confermato un coordinamento con Washington, sottolineando la necessità di fermare la produzione di missili balistici da parte dei pasdaran e il sostegno a milizie come Hezbollah.

Un documento trapelato dalla testata digitale Axios non menziona le richieste di Netanyahu, ma si concentra su una possibile dichiarazione di fine conflitto a seguito degli attacchi del 28 febbraio, dando avvio a negoziati formali della durata di 30 giorni. Le priorità includono la questione del programma nucleare iraniano e la riapertura dello Stretto di Hormuz, fondamentale per la navigazione marittima. Gli Stati Uniti chiedono garanzie di sicurezza per gli armatori internazionali, attualmente preoccupati per il rischio di mine marittime.

Il piano proposto dagli americani prevede anche il trasferimento all’estero di 440 chilogrammi di uranio arricchito in possesso dei pasdaran, ma è incerto se Teheran accetterà tali condizioni. Nonostante le promesse di un accordo migliore rispetto a quello siglato da Barack Obama nel 2015, le condizioni dell’intesa sembrano similari a quelle precedenti, che Netanyahu aveva fortemente contestato. L’accordo prevede che l’Iran non arricchisca uranio per almeno 12 anni, mantenendo il limite di arricchimento al 3,67%, sufficiente per la sola produzione di energia nucleare.

In cambio, la Casa Bianca si impegna a rimuovere gradualmente le sanzioni economiche e a liberare fondi iraniani congelati all’estero. Ulteriori ispezioni da parte delle Nazioni Unite saranno implementate per garantire il rispetto di questi accordi e per evitare lo sviluppo di centri di ricerca clandestini da parte di Teheran.

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