Focolaio di hantavirus su nave da crociera: sono tre i morti, indagini in corso in Argentina
Le autorità sanitarie in Argentina hanno avviato indagini per determinare se il focolaio di hantavirus a bordo della nave da crociera Hondius abbia avuto origine nel loro paese. Il tracciamento dei contatti è già in corso, ma ricostruire gli spostamenti di chi potrebbe essere stato contagiato non è semplice, riporta Attuale.
Tre persone che erano a bordo della nave sono morte, mentre un’altra è ricoverata in terapia intensiva. Tre passeggeri sono stati fatti sbarcare mentre la Hondius si trovava nelle vicinanze di Capo Verde, nell’oceano Atlantico. Inoltre, un passeggero che aveva percorso solo una parte della crociera e era rientrato in Svizzera è risultato positivo all’hantavirus, ma non ci sono informazioni chiare sulla sua salute. Nel Regno Unito, due partecipanti alla prima parte del viaggio hanno dichiarato di essersi messi in autoisolamento per precauzione, non presentando sintomi.
Il periodo di incubazione dell’hantavirus può variare da una a otto settimane, rendendo complicata la ricostruzione della catena di contagio. La Hondius ha salpato dall’Argentina il primo aprile per una crociera in Antartide, trasportando circa 150 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio. Nuovi casi potrebbero emergere ancora per settimane.
Particolare attenzione è rivolta a una ventina di passeggeri sbarcati il 23 aprile sull’isola di Sant’Elena, poiché potrebbero esserci conseguenze sui loro paesi d’origine. Sono giunte notizie riguardanti persone tenute sotto controllo dalle autorità sanitarie statunitensi in Georgia, California e Arizona, mentre altre informazioni sui passeggeri sbarcati a Sant’Elena rimangono poco chiare. Avere maggiori dettagli sulle caratteristiche del virus potrebbe facilitare le operazioni di tracciamento.
L’Argentina è tra i paesi con il maggior numero di casi di infezione da hantavirus in Sudamerica. Dal giugno 2025 a oggi, il Ministero della Salute argentino ha registrato 101 casi, il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La maggior parte delle infezioni è attribuita al virus Andes, noto per causare gravi problemi respiratori e avere un alto tasso di mortalità, con circa il 40% dei casi fatali. Almeno due casi sulla nave sono stati ricondotti al virus Andes.
Roditori come ratti e topi fungono da serbatoio naturale per il virus, che si trasmette agli esseri umani attraverso il contatto con feci, urina o saliva di animali infetti. Non ci sono ancora certezze riguardo alla trasmissibilità da persona a persona.
Le indagini delle autorità sanitarie argentini si concentrano sulla ricostruzione dei percorsi dei passeggeri infetti prima di salire a bordo, per capire se siano stati contagiati in precedenza. L’isolamento delle persone potenzialmente infette è cruciale per prevenire la diffusione del virus. Due dei passeggeri deceduti avevano visitato anche Uruguay e Cile prima della partenza da Ushuaia, in Argentina.
Attualmente, la nave è in rotta verso le isole Canarie, dove ha ricevuto il permesso di attraccare per fornire assistenza sanitaria ai passeggeri. Tuttavia, il presidente delle Canarie ha espresso preoccupazioni per i potenziali rischi per la comunità locale.
Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato che l’OMS mantiene un contatto costante con gli operatori della nave per monitorare la salute dei passeggeri e dell’equipaggio. Ha anche sottolineato che il tracciamento dei contatti è stato avviato in collaborazione con i paesi coinvolti e ha minimizzato il rischio per la salute pubblica, affermando che rimane basso.