Uccisione dell’attivista russo Semyon Skrepetsky in Polonia: indagini in corso
L’attivista e artista russo noto come Semyon Skrepetsky è stato ucciso lunedì a Biala Podaska, una città a est della Polonia, vicino al confine con la Bielorussia. Skrepetsky, il cui vero nome era Robert Kuzovkov, viveva in Polonia dal 2021, dove si era rifugiato perché era un oppositore del regime del presidente russo Vladimir Putin. Le circostanze dell’omicidio rimangono incerte, con l’indagine che si concentra su potenziali legami con la sua dissidenza politica, riporta Attuale.
Skrepetsky è stato colpito da cinque colpi di pistola, uno dei quali in testa. Il procuratore locale ha reso noto che due uomini bielorussi sono stati arrestati vicino al consolato della Bielorussia nella città. La procura sta indagando sul loro possibile coinvolgimento nell’omicidio di Skrepetsky. I servizi di sicurezza polacchi, in collaborazione con l’indagine, stanno esaminando le attività di Skrepetsky e le sue interazioni recenti.
Tre giorni prima della sua morte, Skrepetsky aveva organizzato una manifestazione di fronte all’ambasciata russa a Berlino, durante la quale aveva esibito un dipinto satirico del dittatore sovietico Iosif Stalin con in braccio un giovane Putin. Inoltre, aveva partecipato a contestazioni alla Biennale d’arte di Venezia riguardanti l’apertura del padiglione della Russia. Poche ore prima della sua uccisione, aveva postato sul suo canale Telegram messaggi di minacce ricevute.
Negli ultimi anni, diversi eventi sono stati associati dai servizi di intelligence europei a operazioni condotte o commissionate dai servizi segreti russi, tra cui omicidi, azioni di sabotaggio e incendi. Il media indipendente bielorusso Nexta, specializzato in questioni dell’Europa orientale e nelle attività dei servizi segreti russi all’estero, ha collegato anche l’omicidio di Skrepetsky a uno di questi casi.