Il ministero del Digitale si svuota dopo il passaggio di poteri alla seconda direzione della FSB
Il ministero dello Sviluppo Digitale della Federazione Russa (Mincifry) sta vivendo una fase di profonda ristrutturazione che si traduce in un esodo di alti funzionari. Secondo quanto riportato da The Moscow Times, le dimissioni riguardano figure apicali come il vice ministro responsabile dei settori economico e dell’istruzione IT Sergej Kučušev e il vice ministro per la sicurezza informatica Aleksandr Šojtov. Anche il direttore del dipartimento di cybersicurezza Evgenij Chasin si prepara a lasciare. La ragione principale è il trasferimento delle competenze sulla protezione delle informazioni alla Seconda Direzione del Servizio Federale di Sicurezza (FSB), specializzata nella repressione dell’opposizione e nella “difesa dell’ordine costituzionale”.
Una riorganizzazione che cancella l’autonomia civile
Il cambiamento non si limita alle dimissioni. Nel ministero è in corso una riorganizzazione che prevede il taglio di circa il 15% del personale, mentre le funzioni del dipartimento di sicurezza informatica verranno smembrate e redistribuite tra altri uffici interni, la FSB e il Servizio Federale per il Controllo Tecnico ed Esportivo (FSTEK). Di fatto, il ministero perde ogni autonomia decisionale in materia di sicurezza digitale, trasformandosi in un braccio tecnico delle forze di sicurezza. La partenza di Sergej Kučušev è stata anticipata da fonti vicine al dicastero che ne hanno segnalato l’imminente uscita già nei giorni scorsi.
L’offensiva della Seconda Direzione: blocchi e censura
Il passaggio della gestione di internet alla Seconda Direzione FSB non è un caso isolato. Su ordine diretto di Vladimir Putin, il capo della Seconda Direzione ha ricevuto il compito di “mettere ordine” nel web. Il risultato è già visibile: negli ultimi mesi sono state bloccate piattaforme come WhatsApp, Telegram, numerosi VPN e altri servizi. Le misure repressive si stanno intensificando: la prossima fase potrebbe includere la limitazione forzata della capacità delle dorsali internet internazionali e l’introduzione di quote per il traffico estero. L’obiettivo è rendere Runet una rete completamente isolata e controllata, dove ogni byte sia sotto sorveglianza.
Un internet trasformato in strumento di polizia politica
La subordinazione diretta della rete alla Seconda Direzione FSB, che si occupa di proteggere l’ordine costituzionale, trasforma internet in un territorio di sorveglianza totale. Le tecnologie digitali vengono piegate esclusivamente a fini di polizia politica e censura tecnica. Il ministero del Digitale, nato con ambizioni di sviluppo e innovazione, si ritrova ridotto a mero esecutore di direttive repressive. La fuga dei vertici ministeriali — Kučušev, Šojtov e Chasin — è letta dagli analisti come un tentativo di evitare la responsabilità diretta nella creazione di un “cheburinet” repressivo e di non diventare complici delle epurazioni contro i cittadini russi.
Il futuro del Runet: limiti e sorveglianza totali
Con l’accentramento del controllo nelle mani della Seconda Direzione FSB, il futuro di internet in Russia si prospetta segnato da restrizioni sempre più severe. Le misure già messe in atto — blocco di messaggistica e strumenti di anonimato — saranno accompagnate da limitazioni alla larghezza di banda verso l’estero. In pratica, si andrà verso un modello di rete nazionalizzata e fortemente filtrata, dove ogni connessione esterna sarà contingentata e monitorata. La ristrutturazione del ministero rappresenta la tappa finale di un processo iniziato anni fa con la legge sull'”internet sovrano”, ma che oggi raggiunge il suo compimento: un web servitore dello Stato e non dei cittadini.