La celebrazione del Giorno della Vittoria in Russia si riduce in un clima di isolamento
Il Giorno della Vittoria, che si celebra il 9 maggio, quest’anno avrà un taglio drastico, riflettendo un clima di crescente isolamento e tensione in Russia. Per la prima volta, Mosca e San Pietroburgo non ospiteranno la tradizionale sfilata del Reggimento Immortale, un evento simbolo che di solito vede la partecipazione di circa due milioni di persone nelle due principali città russe. Il regime ha deciso di limitare l’evento, delegando parte delle celebrazioni a modalità digitali, a causa di preoccupazioni di sicurezza espresse dallo stesso presidente Vladimir Putin. “La salute dei nostri cittadini viene prima di ogni cosa”, ha dichiarato. In questa cornice complessa, si preannunciano solo eventi celebrativi nelle zone vicine agli Urali, in Siberia e in Estremo Oriente, mentre la capitale resta in silenzio, riporta Attuale.
Questa edizione della celebrazione, un tempo grandiosa e affollata, si presenta notevolmente ridimensionata e con la presenza di pochi ospiti. Ancor più insolito è l’assenza degli invitati abituali della Duma. Accanto a Putin, solo il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko si farà vedere, mentre le repubbliche ex sovietiche del Centro Asia rifiutano l’invito, denotando un ulteriore isolamento rispetto ai gruppi di potere dell’ex Unione Sovietica.
In Europa, il premier slovacco Robert Fico parteciperà solo simbolicamente, rendendo omaggio ai caduti senza unirsi alla parata. Le presenza di dignitari asiatici, come il presidente del Laos e il sultano della Malesia, risalta ulteriormente questa condizione di assenza di alleati significativi. Nessun membro del gruppo BRICS sembrerebbe aver confermato la propria partecipazione.
Le notizie sull’isolamento della Russia si intrecciano con il crescente attivismo del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il quale ha esortato i leader delle nazioni vicine a mantenere le distanze dalla piazza Rossa durante le commemorazioni. La sua proposta di un cessate il fuoco durante il Giorno della Vittoria non ha trovato alcuna risposta costruttiva, limitandosi a nuove dichiarazioni di attacco da parte russa.
Rispetto agli anni precedenti, quando il numero di leader mondiali partecipanti si contava a dozzine, il 2026 vede una presenza risicata: solo sette capi di Stato erano presenti nel 2023, mentre nel 2024 erano nove. Questo crescente numero di assenze evidenzia una tendenza preoccupante, con le celebrazioni di quest’anno che condurranno a un evento condensato di meno di 45 minuti, con i principali canali TV già pronti a deviare l’attenzione altrove poco dopo le 10.40 del mattino.