Incontro tra Papa Leone XIV e il Segretario di Stato USA: un clima disteso ma tensioni residue
Città del Vaticano, 8 maggio 2026 – Nonostante le divergenze significative, l’incontro tra il primo Papa americano e il segretario di Stato statunitense segna un passo importante verso relazioni più cordiali e costruttive, in un contesto internazionale teso. Durante il colloquio, Leone XIV ha accolto la richiesta degli Stati Uniti di supportare i negoziati con l’Iran, estendendo la mediazione anche a Libano e Gaza, riporta Attuale.
Marco Rubio è giunto in Vaticano alle 11:13 e ha lasciato il Palazzo circa due ore dopo. Il dialogo ha toccato temi delicati come la geopolitica regionale, con un particolare focus sull’Iran e la crisi in Libano e Gaza. La nota del Dipartimento di Stato americano sottolinea l’importanza della collaborazione tra Stati Uniti e Santa Sede, evidenziando un impegno condiviso in favore della pace e della dignità umana, sebbene il comunicato vaticano si sia limitato a sette righe scarne.
Nonostante la dichiarazione ufficiale definisca gli incontri come “cordiali”, i segnali di tensione rimangono evidenti. La Santa Sede continua a esprimere preoccupazioni riguardanti il nucleare iraniano e ha rifiutato l’invito di Trump di unirsi al Board of peace, considerandolo un tentativo di minare il multilateralismo sostenuto dall’ONU. Il contrasto con le collaborazioni degli anni ’80 tra Giovanni Paolo II e Ronald Reagan è palpabile.
Un episodio emblematico è avvenuto durante lo scambio di doni, quando Rubio ha scherzosamente chiesto: “Cosa si regala a chi ha tutto?”, offrendo al Papa un fermacarte a forma di palla da football, nonostante la nota passione del Pontefice per il baseball. Leone XIV, da parte sua, ha regalato a Rubio una penna di legno d’ulivo, simbolo di pace, affermando chiaramente che “l’ulivo è ovviamente la pianta della pace”. Tali scambi rivelano un tentativo di mantenere un’apparenza amichevole, pur riconoscendo le divergenze persistenti in materia di politica estera e di giustizia globale.