Nuovi sviluppi nel caso delle vittime avvelenate a Pietracatella: la cugina Laura sarà interrogata di nuovo

07.05.2026 12:25
Nuovi sviluppi nel caso delle vittime avvelenate a Pietracatella: la cugina Laura sarà interrogata di nuovo

Proseguono le indagini sull’omicidio di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita

Campobasso, 7 maggio 2026 – Il cerchio si stringe sempre di più intorno ai familiari Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, avvelenate a Natale con la ricina. Gli inquirenti che indagano sul caso di Pietracatella, in Molise, sono vicini a ricostruire il movente del duplice omicidio, che risiederebbe negli “insanabili contrasti, sorti all’interno delle famiglie Di Vita e Di Ielsi”, riporta Attuale.

Recentemente, la pista del veleno fai-da-te si sarebbe consolidata, con indicazioni che la ricina utilizzata per l’omicidio sarebbe stata ricavata dai semi di una pianta locale. Nuovi elementi sarebbero stati forniti dai parenti residenti fuori regione, anche se attualmente non ci sono nomi di sospettati ufficiali, ma solo supposizioni e ipotesi.

Cinque giorni fa, gli investigatori hanno voluto riascoltare Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, parte offesa nel procedimento per duplice omicidio premeditato. L’audizione, durata 4-5 ore, è stata top secret. Secondo le ultime notizie, gli inquirenti stanno per sentire nuovamente Laura, cugina di Gianni, anche se luogo e data non sono stati resi noti.

Lo scorso 4 maggio, la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, ha confermato gli avanzamenti dell’inchiesta, affermando: “Siamo in una fase di attesa ma di progressivo ingresso nelle vicende di cui ci stiamo occupando che non potevano restare più al livello soltanto della tossicologia e degli studi scientifici ma, a questo punto, chiedevano un intervento da un punto di vista delle attività giudiziarie vere e proprie.” Pertanto, mentre si attende il risultati delle nuove autopsie, si fa ricorso a indagini tradizionali, incluse registrazioni, intercettazioni e dati raccolti nel traffico dati dei cellulari acquisiti.

L’ultima azione nota degli inquirenti è il sopralluogo della polizia Scientifica presso l’appartamento della famiglia e quello della madre di Di Vita. Gli agenti, dopo quasi 3 ore, hanno portato via cinque telefonini (solo due dei quali avevano all’interno una sim), un tablet (che si trovava nella camera di Sara), un pc (in cucina) e un router. Tutto il materiale sarà ora analizzato dagli esperti telematici della procura, che avranno il compito di estrarre dati, chat, mail, conversazioni sui social e appunti.

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