I passeggeri della nave Hondius tornano a casa dopo il focolaio di hantavirus

11.05.2026 08:46
I passeggeri della nave Hondius tornano a casa dopo il focolaio di hantavirus

Emergenza Hantavirus: evacuazione di passeggeri dalla nave Hondius in corso

I passeggeri evacuati dalla Hondius, la nave da crociera sulla quale sono state registrate diverse infezioni da hantavirus, stanno tornando nei loro paesi di origine grazie a voli organizzati dai rispettivi stati. Tra i 17 passeggeri statunitensi evacuati, uno è risultato positivo al virus ma asintomatico, mentre un altro presenta sintomi lievi. Per quanto riguarda i cinque passeggeri francesi, uno ha mostrato sintomi compatibili con il virus durante il volo di ritorno; il primo ministro Sébastien Lecornu ha dichiarato che sono stati tutti messi in isolamento «fino a nuovo avviso», riporta Attuale.

La Hondius è ancorata al largo del porto di Granadilla a Tenerife, isola delle Canarie, da domenica mattina. Le operazioni di evacuazione dovrebbero concludersi lunedì.

Finora sono rientrati nei rispettivi paesi 14 passeggeri spagnoli, atterrati vicino a Madrid e ricoverati in un ospedale militare; 26 nederlandesi, giunti all’aeroporto di Eindhoven e portati nelle loro case per un periodo di quarantena di sei settimane; e 20 britannici, arrivati a Manchester e trasferiti all’ospedale Arrowe Park di Wirral, dove rimarranno in isolamento per 72 ore.

Inoltre, sono tornati 2 irlandesi, 4 canadesi e 3 turchi. Un cittadino giapponese a bordo della Hondius è stato invece portato nel Regno Unito, dove sarà monitorato dalle autorità sanitarie locali per un massimo di 45 giorni.

L’aereo che trasporta i 17 passeggeri statunitensi dovrebbe atterrare a Omaha, Nebraska, lunedì mattina. Sedici di loro saranno trasferiti alla facoltà di Medicina dell’Università del Nebraska per la quarantena, mentre il passeggero positivo sarà ricoverato nell’unità di biocontenimento della stessa università, una struttura clinica ad alta sicurezza destinata a isolare e trattare pazienti con malattie contagiose.

Lunedì è atteso un aereo australiano che trasporterà anche cittadini della Nuova Zelanda e di alcuni paesi asiatici non specificati dal governo spagnolo. Secondo il ministro della Sanità spagnolo, Javier Padilla, a bordo della Hondius rimangono meno di 60 persone.

Le procedure di evacuazione, iniziate domenica mattina, sono complesse. I passeggeri vengono controllati dalle autorità sanitarie spagnole per escludere sintomi. Una volta certificata la loro idoneità, vengono trasferiti a terra con piccole imbarcazioni, in gruppi suddivisi per nazionalità.

Dopo lo sbarco, vengono inseriti su autobus militari che li accompagnano direttamente alla pista del vicino aeroporto di Tenerife Sud, a circa dieci minuti di distanza.

La gestione dell’evacuazione della nave è stata pianificata per limitare la permanenza dei passeggeri in Spagna, anche a causa delle proteste della popolazione e dei politici locali. La Hondius non ha attraccato, ma ha mantenuto la sua posizione nelle acque del porto; una volta completata l’evacuazione, circa trenta membri dell’equipaggio rimarranno a bordo per portare la nave nei Paesi Bassi, dove sarà disinfettata.

In totale, otto persone sono state colpite, e per sei di esse è stata accertata l’infezione da hantavirus. Tre persone sono decedute: per due di esse, l’infezione è considerata la causa certa, mentre per l’altra è considerata probabile.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato che il rischio per le persone a bordo è di livello moderato e per la popolazione mondiale di livello basso, consigliando una quarantena di 42 giorni per chi si trovava a bordo della Hondius. Il direttore dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, è arrivato a Tenerife per monitorare le operazioni e ha scritto una lettera per rassicurare gli abitanti dell’isola, ribadendo che i rischi per la salute pubblica sono considerati bassi.

Il virus in questione è un tipo di hantavirus particolarmente aggressivo, il virus Andes. Può causare sintomi molto gravi, con un tasso di mortalità di circa il 40% per le persone infettate. In generale, gli hantavirus non si trasmettono da persona a persona, ma esclusivamente tramite il contatto con feci, urina e saliva di roditori infetti. Tuttavia, è in corso un dibattito sulla possibilità di contagi diretti tra persone per alcuni tipi di hantavirus, incluso il virus Andes.

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