L’intelligence Usa avverte: l’Iran mantiene una forte capacità missilistica nello Stretto di Hormuz

13.05.2026 10:55
L'intelligence Usa avverte: l'Iran mantiene una forte capacità missilistica nello Stretto di Hormuz

Riapertura dei siti missilistici iraniani nello Stretto di Hormuz

Nuove valutazioni dell’intelligence americana mettono in discussione le dichiarazioni della Casa Bianca riguardo alla presunta debolezza militare dell’Iran. Secondo il New York Times, Teheran ha recuperato l’accesso operativo a 30 dei 33 siti missilistici situati lungo lo Stretto di Hormuz, contraddicendo l’immagine di un apparato militare quasi annientato, riporta Attuale.

Le stime indicano che la Repubblica Islamica conserva circa il 70% dei lanciatori mobili e una quota simile del proprio arsenale missilistico pre-conflitto. Gran parte delle infrastrutture sotterranee impiegate per custodire e lanciare missili risulterebbe già in parte operativa.

Questo scenario fornisce un’immagine più cauta rispetto alle affermazioni della precedente amministrazione Trump, che aveva affermato che le forze iraniane erano state «decimate». Se tali valutazioni del New York Times sono corrette, Washington potrebbe aver sovrastimato l’efficacia degli attacchi e sottovalutato la capacità di ripresa di Teheran.

La questione strategica rimane lo Stretto di Hormuz, un passaggio marittimo cruciale. Il fatto che l’Iran possa mantenere attive o riattivare rapidamente le sue batterie missilistiche in quest’area gli consente di mantenere una leva militare e geopolitica significativa, con impatti diretti sulla sicurezza della navigazione e sugli equilibri energetici globali.

Il quadro delineato dal New York Times suggerisce quindi che l’Iran ha subito gravi colpi, ma non è stato neutralizzato. Tale distinzione è cruciale: in caso di nuova escalation, la Repubblica Islamica potrebbe ancora disporre di strumenti di deterrenza e pressione nella regione.

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