Strage di Bologna: Bellini chiede eutanasia, familiari delle vittime chiedono chiarezza

16.05.2026 03:15
Strage di Bologna: Bellini chiede eutanasia, familiari delle vittime chiedono chiarezza

Bologna, 16 maggio 2026 – La lettera inviata da Paolo Bellini, condannato all’ergastolo per la strage del 2 agosto alla stazione di Bologna, ha suscitato forti reazioni. Bellini, scritto in stampatello e composto da dieci pagine, richiede nuovamente l’“eutanasia farmacologica”, autodefinendosi “il Sacco e Vanzetti italiano” e sostenendo la propria innocenza, come evidenziato in tutte le fasi del processo, riporta Attuale.

Nella missiva, Bellini insiste che la direzione sanitaria di Padova rispetti le legislazioni vigenti sul “silenzio-assenso” relative alla sua richiesta, che aleggia da tempo. Sostiene che nel 2025, dopo un periodo di assenza di risposte, la giunta regionale della Sardegna avrebbe automaticamente fatto scattare il “silenzio assenso”. Tuttavia, questa richiesta si scontra con la realtà che in Italia l’eutanasia e il suicidio medicalmente assistito non sono legali e Bellini non soddisfa i criteri per l’accesso alla sedazione profonda. Inoltre, il contenuto della lettera rivela un certo grado di confusione, con Bellini che collega il suo desiderio di eutanasia a un presunto “massacro politico, massonico e giudiziario”. Riporta anche dettagli delle prove che hanno condotto alla sua condanna, accusando l’accusa di averlo colpito ingiustamente.

Richiesta ai tempi della detenzione in Sardegna

Bellini, attualmente detenuto ai Due Palazzi, ha scritto: “Chiedo che la direzione sanitaria di Padova provveda in tal senso rispettando le leggi vigenti in materia di ‘silenzio-assenso’, dalle quali non vi potete sottrarre.” Riferendosi ai suoi invii passati, ha specificato che la sua richiesta era stata formulata già durante la sua detenzione in Sardegna. Tuttavia, la sua richiesta coincide con l’impossibilità di accedere legalmente a tali procedure in Italia.

“Forse è un messaggio che sta lanciando a qualcuno”

Paolo Lambertini, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime, si interroga sul significato della lettera: “Ci chiediamo se Bellini voglia lanciare un messaggio a qualcuno o se senta un peso così grande da desiderare di farla finita.” Lambertini suggerisce che chiedere l’eutanasia potrebbe essere interpretato come una mancanza di paura di morte: “Forse è un messaggio che sta lanciando a qualcuno. Stiamo cercando di decifrare questa mossa.”

L’avvocato: “Ho provato a dissuaderlo ma ha voluto fare da sé”

L’avvocato di Bellini, Antonio Capitella, ha dichiarato di essere stato informato della lettera. “Ho cercato di dirgli che non è nelle condizioni di chiedere nulla in questo senso, ma ha voluto fare da sé,” ha detto il legale. Capitella descrive Bellini come un uomo di 73 anni, in una situazione di ergastolo senza prospettive, che cerca disperatamente un’illusione nella sua condizione, proclamandosi sempre innocente.

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