I sommozzatori finlandesi rinvengono i corpi di quattro sub italiani alle Maldive

18.05.2026 19:45
I sommozzatori finlandesi rinvengono i corpi di quattro sub italiani alle Maldive

Identificazione dei corpi dei sommozzatori italiani alle Maldive

I corpi dei quattro sommozzatori italiani dispersi giovedì alle Maldive sono stati individuati lunedì mattina all’interno di una grotta sottomarina dove era già stato trovato un quinto sub italiano. A trovarli è stata una squadra di tre sommozzatori finlandesi molto esperti, inviati dal Divers Alert Network Europe (DAN Europe), un’organizzazione internazionale che si occupa di sicurezza subacquea. Il recupero dei corpi, complicato dalla profondità e dalla conformazione della grotta, avverrà nei prossimi giorni: sarà un’operazione molto difficile, che richiede attrezzature e tecniche di immersione molto specifiche, riporta Attuale.

La squadra di sommozzatori finlandesi, guidata dal subacqueo Sami Paakkarinen e composta anche da Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist, è stata scelta per la loro vasta esperienza. La Finlandia ha una solida tradizione di immersioni in grotta, in particolare nelle miniere sommerse e sotto il ghiaccio, rendendo questi sommozzatori tra i più esperti al mondo in ambienti estremi.

Paakkarinen, Westerlund e Grönqvist hanno già affrontato operazioni complesse, durate fino a sette ore. Nel 2014, sono stati tra i subacquei a recuperare in segreto i corpi di due sommozzatori morti durante un’esplorazione di Pluragrotta in Norvegia, un’operazione non autorizzata che ha avuto ampio risalto mediatico.

Paakkarinen è considerato uno dei migliori istruttori di immersione in Europa, con esperienza nell’esplorazione di relitti della Seconda guerra mondiale nel mar Baltico, mentre Westerlund è specializzata negli “ambienti ostruiti”, cioè luoghi in cui il subacqueo non può emergere liberamente. Grönqvist, un vigile del fuoco sommozzatore, porta con sé vent’anni di esperienza e documenta spesso le sue immersioni sui social.

La grotta in cui sono stati individuati i corpi si chiama Dekunu Kandu e si trova tra i 55 e i 60 metri di profondità vicino all’isola di Alimathà, nell’atollo di Vaavu, a circa un’ora dalla capitale Malé. La grotta si estende per 200-250 metri e presenta tre ambienti larghi, con passaggi stretti di soli due metri e mezzo.

Cristian Pellegrini, subacqueo e responsabile della comunicazione di DAN Europe, ha spiegato che l’ingresso della grotta è abbastanza ampio e regolare. Durante l’immersione di lunedì mattina, il gruppo ha solamente esplorato la zona, senza iniziare il recupero, a causa della complessità legata alla sicurezza e alle profondità coinvolte.

La morte di Mohamed Mahadi, un sommozzatore delle forze armate maldiviane impegnato nelle ricerche, ha evidenziato i pericoli associati a tali immersioni. Mahadi è deceduto durante la fase di decompressione, un momento critico che necessita mille attenzione per evitare complicazioni fatali come il disbarismo.

Per le loro immersioni complesse, i sommozzatori finlandesi impiegano i rebreather, sistemi che riutilizzano il gas espirato per ottimizzare i tempi di decompressione. Al contrario, i sommozzatori italiani avevano utilizzato un sistema di respirazione a circuito aperto, limitando notevolmente la durata delle loro immersioni.

La squadra di DAN Europe si avvale anche di scooter subacquei per affrontare eventuali correnti o difficoltà durante le esplorazioni. Pellegrini ha sottolineato l’importanza di recuperare l’attrezzatura dei sommozzatori per comprendere meglio le cause della tragedia, evidenziando come ogni sub porti un computer subacqueo che registra dati cruciali riguardo a profondità e tempi di immersione. Il recupero dei corpi e della attrezzatura è previsto nei prossimi giorni.

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