Elezioni amministrative in Italia: oltre 6 milioni di elettori al voto in 737 comuni, sfide per il centrodestra

21.05.2026 02:55
Elezioni amministrative in Italia: oltre 6 milioni di elettori al voto in 737 comuni, sfide per il centrodestra

Amministrative in Italia: il centrodestra a rischio sconfitta nelle elezioni di Venezia e in altri comuni

Roma, 21 maggio 2026 – Oltre 6 milioni di elettori in 737 Comuni, di cui 18 capoluoghi e 118 sopra i 15 mila abitanti. Ma la sostanza è che le elezioni amministrative del prossimo fine settimana rischiano di rivelarsi una nuova impasse per il centrodestra. Se non altro per la probabile sconfitta a Venezia, unico capoluogo di Regione al voto, teatro delle recenti polemiche sulla Biennale aperta anche (per tre giorni) al padiglione russo, che ha suscitato l’inconsulto sdegno censorio bipartisan da parte della politica nazionale e europea, riporta Attuale.

Nei 625 comuni sotto i 15 mila abitanti vince la lista che si classifica prima. Negli altri serviranno invece i ballottaggi il 7 e 8 giugno. In Sicilia e Friuli Venezia-Giulia basta tuttavia superare il 40% per l’elezione dei sindaci, come prevede anche il contestatissimo progetto di legge presentato dal centrodestra per tutti i comuni sopra i 15 mila abitanti. Tema non irrilevante, che in un paio di dozzine di amministrazioni potrebbe favorire liste moderate e/o civiche.

Dei 118 comuni superiori, 47 sono amministrati dal centrosinistra, 41 dal centrodestra, 15 da sindaci civici (di cui 8 riconducibili al centrodestra e 5 al centrosinistra), 5 da esponenti del M5s e 10 non invece collocabili negli schieramenti tradizionali. A cominciare dalla lista Sud chiama Nord del vulcanico quanto indeterminato Cateno De Luca a Messina.

A Venezia, l’uscente di centrodestra Luigi Brugnaro non può ricandidarsi. La coalizione ha scelto il suo vice Simone Venturini, che però stenta. Il candidato più forte è infatti Andrea Martella, ex parlamentare ed ex sottosegretario, sostenuto da una coalizione che va dal Campo largo a Rifondazione Comunista. In più ci sono altre sei candidature di liste prevalentemente civiche, il cui orientamento potrebbe risultare determinante in caso di ballottaggio. Ma gli stessi accorti leghisti veneti presagiscono un successo del centrosinistra nel capoluogo lagunare. A Messina invece si ricandida con ottime possibilità il sindaco uscente Federico Basile, espressione del movimento Sud chiama Nord di Cateno De Luca. Lo sfidano la consigliera comunale dem Antonia Russo per il centrosinistra e l’avvocato Marcello Scurria per il centrodestra, oltre a due candidati civici.

Stante che a Mantova il Campo largo si è diviso e a Imola il centrosinistra ricorre il bis, a Prato si vota dopo le dimissioni della sindaca Ilaria Bugetti per un avviso di garanzia e il relativo commissariamento. Il Campo largo presenta l’ex potente sindaco Matteo Biffoni, il centrodestra gli oppone d’ufficio Gianluca Banchelli. Partita più interessante a Pistoia, dove la vicesindaca Anna Maria Celesti cerca di mantenere la guida del Comune guidato per due legislature dal meloniano Alessandro Tomasi, eletto in consiglio regionale. Ma il centrosinistra unito incalza con Giovanni Capecchi, professore universitario selezionato con le primarie. Anche ad Arezzo, del resto, Vincenzo Ceccarelli del centrosinistra sembra poter prevalere su Alessandro Comancucci per la successione al civico di centrodestra Alessandro Ghinelli.

Storia a parte Salerno, dove si ripresenta al marchesato l’onnipotente ex sindaco e presidente della Regione Vincenzo De Luca, già primo cittadino per un decennio a inizio millennio.

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