Elezioni comunali 2026: guida al voto per evitare l’annullamento della scheda

20.05.2026 10:55
Elezioni comunali 2026: guida al voto per evitare l'annullamento della scheda

Amministrative 2026: Le Elezioni Comunali Si Avvicinano in Italia

Roma, 19 maggio 2026 – I residenti di 20 capoluoghi di provincia e di altri 792 comuni si preparano a votare per il rinnovo dei consigli comunali e l’elezione dei sindaci: le amministrative 2026 si svolgeranno domenica 24 e lunedì 25 maggio (con eventuale ballottaggio il 7 e 8 giugno) in tutte le regioni, ad eccezione del Trentino-Alto Adige, dove si voterà il 17 maggio, della Sardegna (7-8 giugno, con secondo turno il 21-22) e della Valle d’Aosta, dove le date devono ancora essere fissate, riporta Attuale.

Quando si vota

Nelle regioni a statuto ordinario, le urne saranno aperte dalle 7 alle 23 il primo giorno e dalle 7 alle 15 di lunedì.

È fondamentale distinguere se si risiede in un comune con più o meno di 15.000 abitanti; infatti, il sistema è semplificato per i comuni minori, mentre in quelli più grandi si adotta un sistema proporzionale a doppio turno. Di seguito, i principali dettagli su come si vota correttamente in entrambe le situazioni.

Comuni minori: un sistema a turno unico

Nei comuni con meno di 15 mila abitanti, il sistema elettorale è a turno unico, e viene eletto sindaco il candidato che ottiene un solo voto in più rispetto agli altri, senza necessità di raggiungere il 50%+1 dei voti.

Gli elettori possono esprimere la propria preferenza tracciando un segno sul nome del candidato, sulla lista che lo supporta o su entrambi. In ciascuno di questi casi, il voto sarà assegnato al sindaco e alla lista collegata. Non è ammesso il voto disgiunto, pertanto, un voto per un sindaco e per una lista che sostiene un altro candidato sarà annullato.

Nei comuni con meno di 5 mila abitanti, è prevista l’opzione di esprimere una preferenza per il consiglio comunale, che aumenta a due (di sesso opposto) nei comuni tra 5 e 15 mila residenti. Se due persone dello stesso sesso vengono votate, solo la prima preferenza sarà considerata valida.

Nei piccoli comuni, è frequente che si presenti un solo candidato sindaco: in questo caso, l’elezione rimane valida solo se si reca a votare almeno il 40% degli aventi diritto e se il candidato ottiene almeno il 50% dei voti validi, altrimenti il comune verrà commissariato fino a nuove elezioni.

Comuni superiori: un sistema proporzionale a doppio turno

Nei comuni più grandi il sistema elettorale diventa più articolato. Un candidato sindaco può essere sostenuto da una coalizione di più liste. Per vincere al primo turno è necessario raggiungere la maggioranza assoluta dei voti validi (50% + 1); in caso contrario, si procederà al ballottaggio tra i due candidati più votati.

Le modalità di voto sono più diverse: oltre a poter esprimere una X su candidato e lista, è possibile votare solo per il sindaco, senza segnalare alcuna lista, oppure apporre un segno sul simbolo di una lista, il che estenderebbe il voto anche al candidato sindaco associato. È permesso anche il voto disgiunto, che consente di votare per un candidato sindaco e per una lista ‘avversaria’.

Infine, è possibile indicare due preferenze per il consiglio comunale, rispettando l’appartenenza alla stessa lista e la parità di genere: se vengono votati due uomini o due donne, il secondo nome sarà considerato invalido.

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