Mojtaba Khamenei: «Ora l’Iran è una potenza», ma la popolazione teme un nuovo conflitto

20.05.2026 10:55
Mojtaba Khamenei: «Ora l'Iran è una potenza», ma la popolazione teme un nuovo conflitto

Tensioni in Iran: Matrimonio e Guerra

A Teheran, la guerra si manifesta in modo inquietante tra manifestazioni pubbliche e celebrazioni militari. I mezzi corazzati sfilano con palloncini bianchi e rosa in un contesto in cui i missili, dipinti con gli stessi colori, puntano verso Tel Aviv, riporta Attuale.

Il regime degli ayatollah ha organizzato matrimoni collettivi per centinaia di giovani coppie, le quali dichiarano la loro disponibilità al sacrificio nel conflitto contro Stati Uniti e Israele. Le cerimonie si trasformano in spettacoli di propaganda, dove il “sì” degli sposi è intrecciato con l’impegno al martirio e alla lealtà politica, collocando così la vita privata al servizio del potere.

Le trasmissioni televisive di queste cerimonie contribuiscono a costruire un’immagine di un paese unito e resiliente, ma nei momenti di silenzio, la realtà appare ben diversa. I soldati mostrano a civili come si carica un fucile, mentre il regime svolge corsi di addestramento: una continuità tra rappresentazione e preparazione alla guerra.

Samira, una giovane residente di Teheran, descrive un paese meno coeso di quanto la propaganda faccia apparire, ricordando un passato similare durante la guerra con l’Iraq. “Funziona — afferma —, ma solo con i loro: la maggioranza del popolo continua a sognare la fine di questo regime.” Una paura diffusa e silenziosa si annida tra la popolazione, vai a sapere se un nuovo conflitto aperto possa scoppiare.

Nei giorni scorsi, Donald Trump ha dichiarato di aver a stento evitato il lancio di bombe, ribadendo però la sua prontezza a farle cadere in qualsiasi momento. La tensione tra Washington e Teheran è palpabile, con un blocco economico in atto da parte degli Stati Uniti e il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz che crea un congelamento del conflitto, ma l’instabilità economica per molte famiglie iraniane continua a crescere.

In Stati Uniti e Israele, si riaffaccia l’idea di nuove offensive, convinti che una pressione maggiore costringerebbe Teheran a negoziare. Tuttavia, esperti come Danny Citrinowicz avvertono che questa strategia è fallimentare. Siamo già in una guerra di logoramento e ogni escalation potrebbe solidificare le posizioni di entrambi i lati.

I negoziati del resto rimangono lontani e necessari: le richieste non si incontrano. Washington esige la sospensione dell’arricchimento dell’uranio per vent’anni e il trasferimento delle scorte, mentre Teheran chiede la fine degli attacchi e il riconoscimento del suo ruolo strategico. La situazione attuale è in stallo.

Anche riguardo allo Stretto di Hormuz, si evidenzia l’importanza cruciale della regione. Gli Stati Uniti richiedono una riapertura senza condizioni, mentre gli ayatollah continuano a rivendicare il controllo. Un aumento della tensione potrebbe portare a una risposta militare da parte iraniana, con il rischio di un conflitto su scala più ampia. Mojtaba Khamenei ha affermato che grazie a questa guerra, “l’Iran emerge come una nuova potenza”, avvertendo che ogni attacco riceverà una risposta adeguata.

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