Distruzione di un sistema antiaereo russo: operazione ucraina a Kherson
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato ieri che un’operazione dell’Sbu, l’intelligence ucraina, ha portato alla distruzione di un sistema antiaereo Pantsir-S1 in una base dell’Fsb, i servizi di sicurezza russi, nella regione occupata di Kherson. Questo attacco ha causato circa un centinaio di perdite tra morti e feriti nelle forze russe. Zelensky ha evidenziato come quest’azione faccia parte della strategia ucraina di attacchi mirati contro obiettivi militari, logistici ed energetici considerati sempre più decisivi, riporta Attuale.
Due aspetti sono cruciali nell’operazione. In primo luogo, il bersaglio: una sede dell’Fsb in territorio occupato, nodo di comando e coordinamento delle forze russe. In secondo luogo, la neutralizzazione del Pantsir, sistema fondamentale per la protezione delle truppe e delle infrastrutture russe contro aerei, missili e droni. Questo sistema di difesa aerea a corto-medio raggio è progettato per creare una bolla protettiva; la sua incapacità di operare espone ulteriormente gli obiettivi russi a nuovi attacchi.
Negli ultimi mesi, l’Ucraina ha intensificato gli attacchi al settore energetico russo, rendendo le raffinerie uno dei fronti più vulnerabili della guerra. Gli attacchi hanno mirato a una parte significativa della capacità di lavorazione del petrolio e del gas in Russia, colpendo oltre 700 mila barili al giorno in 16 raffinerie, secondo Reuters. Recentemente, attacchi a un deposito di carburante a Primorsk e un incendio alla raffineria Norsi, una delle più grandi del Paese, hanno ulteriormente dimostrato l’efficacia dell’offensiva ucraina.
Kherson si è dimostrata una delle aree chiave della guerra clandestina, essendo un obiettivo strategico sin dall’inizio del conflitto. Secondo un’inchiesta Reuters del 2022, l’intelligence ucraina stava cercando di localizzare gli ufficiali dell’Fsb per colpire la rete di comando russa nella città.
Il successo di questa operazione conferma l’importanza crescente dei droni mid range, che operano tra la linea del fronte e il retro strategico, solitamente a una distanza di 30-200 chilometri. Colpire questi obiettivi non solo provoca danni, ma interrompe le comunicazioni e rallenta i rifornimenti, costringendo Mosca a disperdere le proprie difese e aumentando la vulnerabilità delle sue operazioni.
Il Cremlino non ha commentato l’attacco a Kherson, mentre ieri le esercitazioni congiunte con la Bielorussia sulla prontezza delle forze nucleari si sono concluse con il lancio di missili intercontinentali e ipersonici. Il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko ha manifestato la sua disponibilità a dialogare con Zelensky, proponendo un incontro “in qualsiasi luogo”. Tuttavia, l’ufficio del presidente ucraino ha etichettato le dichiarazioni di Lukashenko come “prive di significato”, sottolineando che le sue parole sono prive di valore dal 2022 e che si basa solo sulle azioni concrete.