Dopo il fallimento della casa da gioco, il dissesto finanziario e la riapertura, il comune di Campione d’Italia affronta un passaggio politico cruciale con le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio. Tre liste civiche sono in corsa, tutte alle prese con il futuro economico della località sul lago di Lugano, riporta Attuale.
Campione d’Italia, enclave italiana nel Canton Ticino, è caratterizzata da una complessa situazione geografica e amministrativa: pur essendo parte della provincia di Como, è accessibile solo attraverso la Svizzera. Negli ultimi anni, la sua economia e il bilancio comunale hanno fortemente dipeso dal Casinò municipale, chiuso nel 2018, il che ha messo in crisi non solo un’azienda ma l’intero sistema economico della comunità. Da entonces, Campione ha affrontato perdite occupazionali, un crescente indebitamento e una riduzione dei servizi, sollevando interrogativi che dominano la campagna elettorale: la crisi è davvero superata o il nuovo sindaco si troverà a gestire una situazione precaria?
La sfida a tre per il dopo-Canesi
Il sindaco uscente Roberto Canesi, in carica dal 2020, non si ricandida. Le elezioni vedono la competizione tra tre candidati: Sergio Aureli, Luca Frigerio e Barbara Marchesini, con il voto previsto per il 24 e 25 maggio. In caso di parità, un ballottaggio si svolgerà il 7 e 8 giugno.
Frigerio è visto come il candidato che garantirebbe una continuità con l’amministrazione Canesi, mentre Aureli adotta una posizione più critica verso le politiche recenti. Marchesini, avvocata e attiva nel campo dell’assistenza sanitaria, presenta un’agenda centrata sulla salute in una comunità che opera nel contesto svizzero. È significativa anche la rinuncia della lista Identità Campionese, che sosteneva che il rischio di commissariamento non fosse stato del tutto evitato.
Il fallimento del 2018
La chiusura del Casinò nel 2018 ha avuto effetti devastanti sulle finanze comunali, rendendo evidente la dipendenza economica di Campione. La riapertura, avvenuta quattro anni dopo, è stata descritta dall’amministrazione come un punto di svolta. Attualmente, il Comune afferma di aver superato il dissesto, separando i debiti pregressi dalla gestione ordinaria.
Tuttavia, la questione finanziaria rimane complessa. Canesi ha recentemente difeso l’operato della sua amministrazione, sottolineando un attivo di cassa di 8 milioni di franchi. Nonostante ciò, le opposizioni contestano questa visione ottimistica, facendo riferimento a irregolarità contabili segnalate dalla Corte dei conti, che ha anche trasmesso i documenti alla Procura di Como per ulteriori indagini. Inoltre, nel 2025, la società del Casinò ha avviato un procedimento arbitrale per richiedere circa 80 milioni di euro ad alcuni ex amministratori e revisori.
Il Casinò al centro della campagna elettorale
Il Casinò continua a essere un tema centrale nei programmi dei candidati, rappresentando sia un problema che una risorsa. Aureli propone un potenziamento del Casinò, con un focus sulle condizioni di lavoro. Frigerio sottolinea l’importanza di un «Casinò forte per un futuro sicuro», mentre Marchesini unisce la questione del Casinò alla necessità di attrarre nuovi investimenti e migliorare l’economia locale. In sintesi, tutti i candidati vedono nella casa da gioco una leva fondamentale per il rilancio del paese, mentre sono consapevoli della vulnerabilità di un modello economico già dimostratosi fragile.