Contesa tra Conte e Meloni sulla gestione Covid e i 100 milioni a Jc Electronics

07.08.2026 07:55
Contesa tra Conte e Meloni sulla gestione Covid e i 100 milioni a Jc Electronics

L’attacco sulla pagina Facebook della premier ha scatenato una controversia. Giuseppe Conte, leader del M5s, accusa Giorgia Meloni di orchestrare attacchi contro di lui in merito alla gestione della pandemia durante la Commissione Covid, riporta Attuale.

Conte, Meloni e la Commissione Covid

La disputa tra i due è emersa quando Conte ha affermato che Meloni fosse la regista delle critiche nei suoi confronti. Meloni ha risposto sostenendo che «la verità» sulla pandemia sia «un diritto degli italiani». La Commissione Covid, istituita all’inizio del 2024, è un organismo parlamentare d’inchiesta incaricato di esaminare la gestione della pandemia. Conte è stato audito in quanto premier all’epoca. Il governo da lui presieduto ha adottato misure quali le zone rosse, le restrizioni tramite i Dpcm e ha avviato il piano vaccinale. Le accuse nei suoi confronti riguardano il ritardo nell’attuazione delle restrizioni, la gestione degli appalti per le mascherine e un uso «eccessivo» dei decreti della presidenza del consiglio dei ministri.

Le accuse e la difesa

Il suo intervento è avvenuto con ritardo poiché Conte è membro della commissione. Dopo aver ricevuto rassicurazioni sul suo reintegro, si è dimesso per evitare conflitti di interesse. Al suo posto è subentrato il fedelissimo Michele Gubitosa. Conte si è difeso dalle accuse, trasmettendo in diretta il suo intervento sui social, durante il quale ha criticato il suo successore, Mario Draghi, per l’obbligo vaccinale e l’uso di decreti legge al posto dei Dpcm. Ha risposto a tutte le domande in blocco, suscitando sospetti da parte di FdI: «Prende tutte le domande e poi risponde in blocco perché intanto gli scrivono le risposte in chat da fuori».

La prova regina

Un punto centrale del lavoro della Commissione Parlamentare è la questione di JC Electronics. Conte ha ribadito che esiste una transazione da oltre cento milioni di euro firmata dal governo Meloni. I rapporti tra l’azienda e Fratelli d’Italia sono oggetto di discussione, come riportato da Repubblica e Il Fatto. Inoltre, è stato depositato un verbale presso la procura che potrebbe mettere in discussione la qualità delle forniture, con segnalazioni da parte dell’Agenzia delle Dogane riguardo alla non conformità delle mascherine importate da JC Electronics.

L’esposto

Conte ha dichiarato: «Ora quel documento è nelle mani dei magistrati e io, da ex premier, avevo l’obbligo di diffidare la Presidenza del Consiglio». Ha sottolineato la gravità della situazione: «Avete dato cento milioni a quella società. C’è da approfondire parecchio. Se avete tanto a cuore l’uso corretto delle risorse pubbliche, spiegateci come è stato possibile trovare cento milioni per un imprenditore privato mentre gli italiani aspettano da anni altre misure». Dario Bianchi, proprietario di JC Electronics, è diventato il principale accusatore di Conte dopo aver firmato un accordo transattivo per chiudere il contenzioso.

Le mascherine

Bianchi, però, potrebbe trovarsi ora in difficoltà, come chiunque nel governo abbia approvato la transazione. JC Electronics ha risposto affermando che il documento di Conte non rappresenta una novità e invita a considerare le sentenze favorevoli e gli esami dell’Inail e dell’Agenzia delle Dogane sulla conformità delle mascherine. Conte ha controbattuto: «Emergono differenze tra le mascherine importate e quelle dichiarate. Com’è possibile che lo Stato non aspetti il giudizio cautelare e liquidi 100 milioni quando non trovate 6 milioni per le mammografie?».

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