Il dibattito nella commissione del Senato continua, ma il doppio turno sembra ormai destinato a essere accantonato, riporta Attuale.
È chiaro che il ballottaggio fosse destinato ad essere cestinato già ieri, 1 settembre, quando solo Marcello Pera ha presentato l’emendamento nella commissione Affari costituzionali del Senato, iniziando oggi a valutare il testo. Oggi, 2 settembre, Matteo Salvini ha bloccato ogni ulteriore dibattito, dato che il tema era stato ripreso, in particolare, da Ignazio La Russa con un’intervista al Corriere della Sera.
Cosa ha detto Salvini
Salvini si è espresso in modo deciso: «Chiedere ai cittadini di tornare a votare dopo quindici giorni anche no. Si vota in un giorno, chi vince vince e governa per cinque anni chi perde perde. Non sento la necessità di ballottaggi, chiederò agli alleati di votare no». Nessun altro membro della maggioranza ha ripreso il tema dopo le sue dichiarazioni, quindi la discussione sembra essere chiusa per il momento.
Dario Parrini, membro del Pd nella commissione Affari costituzionali del Senato, ha commentato sinteticamente la situazione: «Mi sembra la pietra tombale sul dibattito, da oggi il ballottaggio non è più una notizia».
L’esultanza di Vannacci
Roberto Vannacci gioisce, poiché la discussione ha chiaramente dimostrato che il centrodestra teme la sua presenza: «Prima il ballottaggio doveva essere la trappola perfetta: lasciare che Futuro Nazionale corresse al primo turno e poi pretendere i voti dei nostri elettori al secondo. Senza parlare con noi, senza riconoscere il nostro consenso e senza accettare le nostre idee. Poi hanno fatto due conti. Hanno capito che, liberati dal ricatto del cosiddetto “voto utile”, ancora più italiani sceglierebbero Futuro Nazionale. Ieri il ballottaggio per fermarci. Oggi vogliono fermarlo perché ci rafforza. Ma non possono cambiare la volontà degli italiani».