Marco Rubio mira a rovesciare il regime cubano
Marco Rubio, senatore degli Stati Uniti, ha dichiarato: «Sono 50 o 60 anni che i leader americani si propongono di porre fine al regime castrista a Cuba. Sembra che toccherà a me farlo». La cattura del dittatore Nicolás Maduro ha privato Cuba del sostegno economico e petrolifero del Venezuela, alimentando l’aspettativa che la caduta del regime cubano possa avvenire, riportano Attuale.
Cuba, l’isola comunista a pochi chilometri dalla Florida, è considerata da 66 anni una piaga per la potenza americana. Per il segretario di Stato, tuttavia, rappresenta un’ossessione. La caduta del regime castrista potrebbe essere vista come un «sogno di una vita realizzato», anche se ci sono scettici che mettono in dubbio le convinzioni di Rubio, ritenendo che il regime sia ancora resiliente nonostante le difficoltà.
Rubio osserva la situazione a Cuba come un caso a parte, distinto da quello dell’Iran. Con il regime venezuelano indebolito e costretto a tagliare i legami con Cuba, il senatore crede che il castrismo sia alla fine dei suoi giorni. Cuba è per Rubio non solo un tema di politica estera ma anche un elemento fondamentale della sua identità politica, essendo cresciuto in una comunità di esuli cubani.
Le origini di Rubio come figlio di esuli cubani lo hanno portato a presentarsi come un sostenitore della causa. Nel 2015, ha lanciato la sua candidatura presidenziale dalla Freedom Tower di Miami, simbolo per molti cubani. Nonostante ciò, le sue affermazioni su di essi non sempre coincidono con la realtà storica dei suoi genitori.
Quando nel 2019 Maduro sembrava sul punto di cadere a causa di una rivolta popolare, Rubio era convinto che fosse il momento giusto per un intervento decisivo, ma il regime ha resistito grazie all’appoggio di Cuba, che continuava a fornire risorse strategiche e supporto militare a Maduro. Il senatore ha quindi avviato pressioni su Donald Trump per un intervento diretto, anche se il presidente non mostrava lo stesso entusiasmo per la questione cubana.
Dopo la caduta di Maduro, Rubio ha continuato a promuovere l’idea di un’azione contro Cuba, che era stata messa sotto pressione dall’embargo economico e da sanzioni mirate. Recentemente, ha inviato il direttore della CIA, John Ratcliffe, ad avvalutare le possibilità di un cambiamento del regime a L’Avana. Quando le trattative non hanno portato risultati, la reazione di Rubio ha incluso un’incriminazione simbolica di Raúl Castro, accompagnata dal dispiegamento della portaerei Nimitz nei Caraibi.
Rubio ha sottolineato che eventuali interventi americani sarebbero giustificati da motivi di sicurezza nazionale, riproponendo un’inflessibile posizione nei confronti di Cuba. La strategia di “prendere il regime per fame” continua a essere un punto cruciale nella sua agenda politica, mentre si prepara a nuove azioni nei mesi a venire.