Romano Prodi avverte il governo italiano: «L’esecutivo Meloni ora è più debole»

23.05.2026 12:55
Romano Prodi avverte il governo italiano: «L'esecutivo Meloni ora è più debole»

Prodi avverte: «Il governo Meloni è più debole»

Romano Prodi, ex premier italiano e presidente della Commissione europea, esprime preoccupazione riguardo all’attuale situazione del governo italiano, definendolo «più debole» dopo la recente sconfitta al referendum. Durante il suo intervento alFestival dell’economia di Trento, Prodi lancia un appello affinché l’Unione europea non si allinei esclusivamente alla Casa Bianca. «L’Europa dovrebbe avere capacità unitaria di intervento», riporta Attuale.

«Il governo Meloni ora è più debole»

Parlando con Fabio Tamburini, direttore del Sole 24 Ore, Prodi analizza le difficoltà dell’attuale esecutivo italiano. Secondo lui, l’idea di elezioni anticipate non è vantaggiosa in questo momento di vulnerabilità. «Non è che sia più forte il campo largo. Semplicemente, è più debole il governo», precisa l’ex premier.

La cautela su Conte e Schlein: «Non do consigli non richiesti»

Prodi, che viene citato come potenziale candidato alla successione di Sergio Mattarella al Quirinale nel 2029, critica la strategia del governo Meloni in politica estera: «Ora siamo deboli, ci siamo prima schierati con Trump e ora si fa un po’ il gioco, ma non si dice che abbiamo un futuro in Europa. Ci vuole un disegno politico ed entusiasmo». Interrogato sulla possibilità di un suo ritorno in politica, risponde: «A Palazzo Chigi mi trovavo molto bene». Su Elly Schlein e Giuseppe Conte, si limita a dire: «Non do consigli non richiesti».

L’«incapacità politica» di Usa e Israele

Per quanto riguarda il contesto internazionale, Prodi ritiene che gli Stati Uniti debbano risolvere la situazione in Iran. «Si è instaurato un odio che porterà conseguenze molto pesanti. I popoli umiliati e impotenti alla fine si vendicano», osserva. Sebbene Washington e Tel Aviv mostrino unacapacità strategica straordinaria, l’ex premier denuncia anche un’incapacità politica che non riesce a comprendere.

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