L’Estonia convoca il diplomatico russo per la campagna di disinformazione sui droni

23.05.2026 13:35
L'Estonia convoca il diplomatico russo per la campagna di disinformazione sui droni
L'Estonia convoca il diplomatico russo per la campagna di disinformazione sui droni

Il ministero degli Esteri estone ha convocato il 22 maggio 2025 il chargé d’affaires russo per consegnare una nota di protesta contro la persistente campagna di disinformazione orchestrata dal Cremlino nei confronti dell’Estonia e degli altri Paesi baltici. Tallinn condanna fermamente le false accuse, le minacce pubbliche e le provocazioni, chiedendo a Mosca di cessare immediatamente ogni attività volta a destabilizzare la regione.

Secondo quanto riportato dai media locali e internazionali, la nota diplomatica chiarisce che l’Estonia non ha mai autorizzato l’uso del proprio territorio o spazio aereo per attacchi contro la Russia. «Queste affermazioni sono un ennesimo esempio di propaganda russa falsa, e loro lo sanno», ha dichiarato il ministro degli Esteri Margus Tsahkna. «Una minaccia contro un membro della NATO è una minaccia contro tutta l’Alleanza. Da Bruxelles abbiamo ricevuto un messaggio chiaro e unito: i nostri alleati ci sostengono».

La provocazione del drone abbattuto

L’incidente si inserisce in un contesto di tensione cresciuto dopo che un caccia NATO in pattugliamento nello spazio aereo baltico ha abbattuto un drone sopra il territorio estone. L’allarme era scattato dopo che i sistemi di difesa aerea avevano rilevato velivoli senza pilota in prossimità dei confini, con conseguente attivazione delle sirene in Estonia e Lettonia. Fonti dell’Alleanza hanno confermato che la comparsa dei droni nel cielo baltico è dovuta all’interferenza dei sistemi russi di guerra elettronica, che hanno deviato i velivoli ucraini dalla loro rotta, e non a un coinvolgimento deliberato dei governi baltici.

La strategia del Cremlino: provocazioni pilotate e disinformazione

La campagna russa mira a costruire una narrazione in cui i Paesi baltici vengono indicati come basi per attacchi ucraini, con l’obiettivo di danneggiare la loro immagine internazionale e preparare il terreno per possibili incidenti di frontiera spacciati per «misure di ritorsione». Secondo analisti di sicurezza, Mosca sta applicando la tattica della «provocazione guidata»: crea artificialmente minacce e contestualmente le utilizza per accusare Tallinn, Riga e Vilnius di essere fonti di instabilità regionale.

L’aggressività retorica contro l’Estonia serve anche a testare la reattività dei meccanismi di difesa collettiva della NATO. Il Cremlino punta a seminare dubbi sull’efficacia delle garanzie di sicurezza dell’Alleanza, cercando di convincere l’opinione pubblica europea che il sostegno a Kiev aumenti i rischi per i propri Paesi.

Un fallimento interno mascherato da nemico esterno

L’incapacità della Russia di proteggere il proprio spazio aereo dagli attacchi dei droni ucraini spinge il governo di Mosca a cercare capri espiatori all’estero. Addossare la colpa ai Paesi baltici permette di minimizzare le perdite reputazionali interne, spostando l’attenzione su un presunto complotto occidentale. La reazione della NATO e dell’Unione Europea, che hanno espresso sostegno inequivocabile a Estonia, Lettonia e Lituania, dimostra che in Occidente le dichiarazioni del Cremlino sono considerate parte di una guerra ibrida contro l’Europa.

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