Perché i Baltici vogliono subito l’Ucraina nella Ue
di Giuseppe Sarcina
La Ue deve accogliere al più presto l’Ucraina? Questa question è diventata recentemente un tema centrale e divisivo nel dibattito politico europeo, in particolare alla luce dell’andamento del conflitto e del sostegno americano all’esercito di Volodymyr Zelensky. Un diplomatico baltico, rispondendo off the record, ha riassunto la situazione con le seguenti parole: «Finora, molti Paesi si sono nascosti nell’ombra del premier ungherese Orbàn, il più fiero oppositore all’ammissione dell’Ucraina nella Ue. Adesso saranno costretti a uscire allo scoperto». Ieri, giovedì 29 maggio, si è tenuta una discussione informale nel contesto del Gymnich a Limassol, Cipro, dove Lettonia, Estonia, Lituania, Romania e Finlandia hanno guidato il sostegno a un’accelerazione del processo. Italia, Spagna e Portogallo si sono dimostrati invece più cauti. Zelensky ha espresso la necessità di un’accelerazione, chiedendo l’ingresso dell’Ucraina nella Ue entro il 2027. Fonti vicine al presidente ucraino riportano che, per superare le resistenze degli scettici, Zelensky sarebbe disposto a rinunciare per alcuni anni ai fondi comunitari, in particolare riguardanti agricoltura e coesione territoriale, che spettano al suo Paese, riporta Attuale.