
L’arresto di Manuel Iannuzzi segue quello di Emanuela Aiello, entrambi accusati di maltrattamenti aggravati continuati nei confronti della figlia di due anni, ritrovata priva di vita in condizioni tragiche vicino a Bordighera (Imperia). Le indagini si sono intensificate dopo il rinvenimento sul cellulare di Iannuzzi di immagini della bambina con segni di maltrattamenti, e un video in cui le viene imposto di fumare una sigaretta mentre gli adulti ridono e lei scoppia in lacrime, riporta Attuale.
Il caso di Beatrice, morta il 9 febbraio, ha suscitato un’ondata di indignazione. La bambina è stata trovata nella casa di Aiello, con evidenti traumi e lividi, ora sotto l’indagine anche per la presenza di due chili di tritolo che hanno portato all’arresto del padre Franco, precedentemente consapevole del rischio. Le circostanze della morte sono avvolte nel mistero, con indicazioni che suggeriscono violenza e negligenza.
L’INDAGINE
Secondo l’accusa, Beatrice sarebbe morta durante la notte fra l’8 e il 9 febbraio mentre si trovava con Aiello e le sue tre figlie. La donna avrebbero chiamato l’ambulanza, affermando che la bambina fosse caduta dalle scale. Il padre delle tre ragazze è già in carcere e la famiglia era seguita dai servizi sociali. I rapporti tra Aiello e Iannuzzi erano tesi, complicati da una separazione e una lotta per l’affido delle figlie, spesso lasciate sole in situazioni di abbandono. La situazione è ulteriormente aggravata da testimonianze raccolte dalle sorelline di Beatrice, ora in un’istituzione protetta.
LE SEVIZIE
Il procuratore di Imperia, Alberto Lari, ha sottolineato la gravità delle prove accumulate contro Iannuzzi, tra cui messaggi whatsapp che documentano maltrattamenti. Ha dichiarato: “Il giudice nell’ordinanza li definisce violenze brutali, e ci sono molte fotografie di Beatrice immediatamente dopo le sevizie, alcune delle quali mostrano lividi gravi sul viso”. Inoltre, le sorelle di Beatrice hanno rivelato che in un’occasione la piccola è stata costretta a rimanere sott’acqua come punizione.
IL TRITOLO
L’autopsia ha rivelato lesioni multiple e un trauma cranico come cause del decesso. I reati contestati sono stati inaspriti, passando da omicidio preterintenzionale a maltrattamenti aggravati dalla morte. Secondo l’accusa, la chiamata al 118 e le manovre di soccorso erano un tentativo di depistare le indagini. Dopo il sequestro della sua abitazione a Perinaldo, Iannuzzi si è trasferito dai genitori a Vallecrosia, dove è stato trovato il tritolo, accusando il padre Franco di detenzione di esplosivi.