Putin respinge l’offerta di Zelensky e riafferma il sostegno alle truppe russe
Dal palco del Forum Economico di San Pietroburgo, il presidente russo Vladimir Putin ha rigettato l’invito di Volodymyr Zelensky per avviare negoziati, ribadendo il suo sostegno alle forze armate russe in prima linea. «Lavorate, fratelli», ha esclamato, evidenziando la fiducia del Paese nei propri soldati, mentre sottolineava che le operazioni militari proseguiranno finché non saranno raggiunti gli obiettivi prefissati, riporta Attuale.
Nel suo intervento, Putin ha risposto a domande sulla lettera aperta inviata da Zelensky, giudicando le critiche contenute nel testo come «grossolane» e dirette a interrompere il progresso delle forze russe. «Non vedo alcun senso in un incontro» con il presidente ucraino, ha commentato in modo secco, confermando la sua posizione ferma contro qualsiasi negoziato immediato.
Putin ha anche toccato il tema dell’economia russa, affermando che, nonostante un calo iniziale, il Paese ha raggiunto ora livelli comparabili a quelli di altre nazioni europee. Mentre si mostrava scettico riguardo alla necessità di un coinvolgimento europeo nell’accordo, ha ricevuto “calorosi saluti” da Donald Trump, con il quale ha avuto un incontro bilaterale, ulteriore segnale del suo desiderio di mantenere contatti privilegiati con gli Stati Uniti.
Riguardo alla lettera di Zelensky, Putin ha risposto con sarcasmo, sottolineando che il presidente ucraino ha menzionato la sua età, ma ha affermato che ciò che conta è «la capacità di agire e di lavorare». Ha aggiunto che il pubblico interesse nella missiva è un tentativo di minare le relazioni tra i due Paesi, enfatizzando ulteriormente la sua contrarietà riguardo a qualsiasi possibilità di apertura verso il dialogo.
La guerra in Ucraina continua a suscitare in Russia dibattiti interni su come procedere nonostante le difficoltà economiche e sociali. Tuttavia, Putin ha respinto ogni accusa di mancanza di progressi sul campo, dichiarando: «Stiamo avanzando con calma e determinazione, e non ci fermeremo fino a raggiungere i nostri obiettivi, incluso il processo di denazificazione dell’Ucraina».