Accordo tra Iran e Stati Uniti, mediazione del Qatar: «Mai così vicini alla firma»

12.06.2026 01:25
Accordo tra Iran e Stati Uniti, mediazione del Qatar: «Mai così vicini alla firma»

Stallo nei negoziati tra Iran e Stati Uniti: possibili sviluppi futuri

Nelle ultime ore, un crescente ottimismo circola tra i negoziatori per un accordo tra la Repubblica Islamica iraniana e gli Stati Uniti. Fonti vicine ai colloqui riportano che le parti sono più vicine rispetto a quanto mai registrato in precedenza, con una fonte che afferma: «Non siamo mai stati così vicini alla firma», riporta Attuale.

Il nodo cruciale resta il tema degli asset iraniani congelati all’estero, una questione storica per il regime di Teheran e che rappresenta anche un’opportunità politica delicata per il presidente statunitense Donald Trump. Restituire o sbloccare questi fondi potrebbe esporre Trump a critiche, soprattutto in riferimento alle accuse mosse nei confronti dell’ex presidente Barack Obama.

«Mercoledì eravamo davvero vicini, poi ci hanno bombardati», afferma un’altra fonte. La situazione era già stata tesa due settimane fa, quando un accordo sembrava imminente ma fu bloccato dall’introduzione di nuove clausole da parte di Trump. In risposta, l’Iran aveva congelato tutti i progressi, complicando ulteriormente la situazione.

A dare nuovo slancio ai negoziati sono stati i mediatori qatari, che durante un periodo di ritirata sono stati ora spinti a riprendere un ruolo attivo, vista l’importanza cruciale dello Stretto di Hormuz per il Qatar e per l’intera area del Golfo. A differenza degli intermediari pakistani, il Qatar ha dimostrato una capacità diplomatica raffinata, facendo leva su linee dirette di comunicazione con Washington e Teheran.

I mediatori qatarioti, tra cui il primo ministro Mohammed bin Abdulrahman Al Thani e l’inviato Ali Al-Thawadi, hanno lavorato intensamente con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e con i segretari di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner. Le distanze hanno cominciato a ridursi su tre punti chiave: rimpatrio degli asset congelati, riapertura di Hormuz e un nuovo formato per i colloqui sul nucleare.

«C’è fibrillazione», aggiunge la fonte iraniana, «dobbiamo ricordare che stiamo per celebrare solo l’ingresso nella fase due, il principio di sessanta giorni di trattativa sul nucleare». Se l’accordo si mantiene, le tensioni potrebbero allentarsi e l’Iran potrebbe finalmente vedere un inizio nel recupero dei fondi tanto attesi.

Tuttavia, post-accordo, il regime iraniano dovrà affrontare sfide interne significative: una marina ridotta, quartieri bombardati e un’economia in crisi. La popolazione iraniana, che ha subito le conseguenze più dure di questo conflitto, rimane nell’ombra, all’oscuro dei progressi diplomatici.

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