Il presidente sudcoreano propone negoziati con la Corea del Nord per porre fine alla guerra formale
Il presidente della Corea del Sud, Lee Jae-myung, ha avanzato una proposta alla Corea del Nord per avviare negoziati finalizzati a chiudere formalmente la guerra tra i due paesi, che dal punto di vista formale non è mai terminata, riporta Attuale. L’annuncio è stato fatto sabato a Seul, in occasione della cerimonia per l’ottantunesimo anniversario della liberazione della Corea dall’occupazione giapponese, che si è protratta dal 1910 al 1945. Finora, il regime nordcoreano, che in passato aveva già rifiutato inviti simili da parte di Lee, non ha fornito alcuna risposta: né la KCNA, l’agenzia di stampa di stato, né il quotidiano Rodong Sinmun hanno coperto il discorso.
«Deponiamo le intenzioni di minacciarci a vicenda e cominciamo un confronto per mettere fine a questa lunga guerra», ha dichiarato Lee, proponendo un «sistema di sicurezza a più livelli» per gestire le tensioni lungo il confine ed evitare degenerazioni del conflitto. Tuttavia, è improbabile che il regime nordcoreano accolga una proposta di questo tipo, poiché comporterebbe un limite al suo arsenale militare. Solo questa settimana, infatti, la Corea del Nord ha effettuato due test missilistici. Il discorso di Lee rappresenta comunque un approccio meno antagonista rispetto a quello del suo predecessore Yoon Suk-yeol, destituito a fine 2024 per aver tentato di instaurare la legge marziale, e si era già manifestato attraverso altre iniziative di distensione.
La guerra di Corea è iniziata nel 1950 con un attacco nordcoreano e si è interrotta il 27 luglio 1953, ma non con un trattato di pace: fu firmato solo un armistizio, accordo che sospendeva i combattimenti. Da allora, i due paesi sono tecnicamente ancora in guerra. Il confine tra Corea del Sud e Corea del Nord è una zona demilitarizzata, conosciuta in inglese come DMZ (demilitarized zone), lunga 250 chilometri e larga circa quattro; attraversa la penisola, separando i due paesi. Ironia della sorte, nonostante il nome, è una delle aree più militarizzate al mondo. Negli ultimi settant’anni si sono registrati numerosi incidenti e accuse reciproche di provocazione: durante il mandato di Yoon, ad esempio, dalla Corea del Nord sono stati lanciati palloni carichi di rifiuti, mentre dalla Corea del Sud sono stati diffusi volantini di propaganda.