Vittoria decisiva di Andy Burnham nella suppletiva di Makerfield, la sfida per Downing Street si intensifica
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA – È una vittoria a valanga quella che catapulta Andy Burnham dal seggio di Makerfield verso Downing Street. Il sindaco di Manchester si è fatto eleggere senza difficoltà al Parlamento di Westminster, nella suppletiva che si è tenuta ieri, portando a casa quasi il 55% delle preferenze: il candidato di Reform, il partito populista di Nigel Farage, si è fermato al 34%, mentre va registrato il buon risultato dell’estrema destra di Restore, che ha sfiorato il 7%, riporta Attuale.
Fortificato da questo mandato, Burnham è ora in grado di portare direttamente la sfida a Keir Starmer per la poltrona di primo ministro, cui ambisce da sempre: «Questa è l’ultima chance per il cambiamento – ha ammonito il neo-eletto – non ce ne sarà una seconda». Le cose a Londra potrebbero mettersi in moto rapidamente; nonostante il premier abbia indicato che non ha intenzione di farsi da parte, potrebbe trovarsi costretto a sloggiare già la prossima settimana.
Il messaggio chiave che arriva dalla suppletiva di Makerfield è che Burnham è l’uomo in grado di battere Farage, che i sondaggi danno tuttora in testa se si tenessero oggi le elezioni politiche generali.
Starmer è il primo ministro più impopolare della storia e il suo stesso partito laburista non vede l’ora di disfarsene per insediare al suo posto qualcuno che può salvare il Labour dall’obliterazione: il partito di governo ha infatti subito a maggio una disfatta catastrofica alle elezioni locali che rende pressoché inevitabile un cambio di leadership.
L’incognita adesso è sui tempi. Se si andasse a una gara formale per la guida del governo, con Starmer opposto a Burnham e magari anche qualche altro candidato sceso in campo, l’intero processo potrebbe richiedere tre mesi e concludersi al congresso laburista d’autunno; ma c’è la possibilità che dimissioni di massa da parte dei ministri possano costringere il premier a lasciare nel corso già dei prossimi giorni, con una «incoronazione» di Burnham prima della pausa estiva.
Ma che premier sarebbe il sindaco di Manchester, il settimo capo del governo a Londra dopo il referendum per la Brexit di dieci anni fa? Lui è sicuramente un grande comunicatore e l’unico politico genuinamente popolare in Gran Bretagna, forte del successo riscosso nel promuovere la rinascita della sua città; tuttavia, le sue intenzioni politiche rimangono piuttosto vaghe. La barzelletta che circola a Londra è la seguente: «Un blairiano, un browniano e un corbyniano entrano in un pub. Il barista dice: ‘Andy, cosa ti servo?’» Come a dire che Burnham non ha nessuna convinzione propria, ma sposa le idee che più gli convengono al momento.
Ma per risollevare la Gran Bretagna, sanare una società lacerata e ridare fiducia alla gente, occorrerà qualcosa di più di semplici slogan.