Iran colpisce obiettivi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait dopo attacchi USA

28.06.2026 09:05
Iran colpisce obiettivi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait dopo attacchi USA

Attacchi reciproci tra Iran e Stati Uniti: escalation militare nel Golfo Persico

Nelle ultime ore, l’Iran ha lanciato missili e droni contro alcune installazioni militari statunitensi in Bahrain e Kuwait, nel Golfo Persico, in risposta ad attacchi aerei americani contro obiettivi iraniani. Questi attacchi segnano l’ultima fase di una serie di azioni belliche reciproche tra Stati Uniti e Iran, avviata giovedì, e arrivano dopo che il 18 giugno le due nazioni avevano firmato un accordo con l’intento di porre fine alla guerra in Medio Oriente. Non è chiaro se questi sviluppi comprometteranno i negoziati, ma al momento il riacutizzarsi del conflitto non sembra essere nell’interesse di nessuna delle due parti, riporta Attuale.

I Guardiani della Rivoluzione, il corpo militare più potente dell’Iran, hanno annunciato di aver condotto, tra sabato e domenica, attacchi con droni e missili contro otto obiettivi militari statunitensi, tra cui la base della Quinta Flotta in Bahrain e la base Al-Salam in Kuwait.

Questi attacchi iraniani sono stati una diretta reazione agli attacchi aerei statunitensi avvenuti venerdì e sabato contro siti militari iraniani, in particolare depositi di missili e droni, sistemi radar costieri, infrastrutture di sorveglianza militare e siti di difesa aerea. Gli Stati Uniti non hanno fornito dettagli sulla localizzazione esatta degli attacchi, ma i media iraniani hanno riportato esplosioni nel sud del paese e nelle isole circostanti allo stretto di Hormuz, che separa il Golfo Persico dall’Oceano Indiano.

In precedenza, gli Stati Uniti avevano colpito l’Iran in risposta a un attacco da parte di Teheran giovedì contro la nave portacontainer Ever Lovely della Evergreen Marine, che stava navigando attraverso lo stretto di Hormuz senza autorizzazione iraniana. Questo incidente ha sollevato ulteriori tensioni, evidenziando la fragilità della situazione marittima nella regione.

Dopo lo scambio di attacchi, entrambe le nazioni si sono accusate reciprocamente di violare il cessate il fuoco in vigore dal mese di aprile, minacciando di complicare ulteriormente i negoziati e possibili ritorsioni militari in caso di nuove aggressioni.

La gestione dello stretto di Hormuz e il traffico navale attraverso di esso rappresentano una delle questioni più divisive tra Iran e Stati Uniti. Mentre l’Iran cerca di mantenere il controllo sulle rotte marittime, le posizioni americane puntano all’apertura e alla libera navigazione, creando così un conflitto di interesse difficile da risolvere.

Prima dell’inizio del conflitto, circa il 20% delle esportazioni globali di petrolio e gas naturale liquefatto transita attraverso questo stretto. La sua chiusura avrebbe gravi ripercussioni sulle esportazioni e contribuirebbe a una crisi energetica globale, con effetti diretti sui prezzi dei carburanti e di altri beni.

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