Attentato a Monaco, indagini su possibili legami con la truffa dei call center e i servizi ucraini

02.07.2026 01:55
Attentato a Monaco, indagini su possibili legami con la truffa dei call center e i servizi ucraini

Attentato a Monaco: continua l’inchiesta sull’esplosione che ha colpito un oligarca ucraino

Un attacco dinamitardo lunedì sera a Monaco ha portato a tre persone gravemente ferite, tra cui l’oligarca ucraino Vadim Ermolaev, probabile obiettivo dell’attentato. Un individuo è stato fermato ma rilasciato poche ore dopo; il procuratore Stéphane Thibault ha confermato che «le indagini continuano con l’appoggio delle autorità francesi», senza fornire ulteriori dettagli, riporta Attuale.

Ermolaev ha subito ustioni e ferite da pallini di piombo, ma sembra essere fuori pericolo. Tuttavia, la sua compagna, Anna Nasobina, 46 anni, avvocato, ha avuto le gambe amputate e lotta per la vita; non si tratta della moglie Anna Ermolaev, che ha specificato di non trovarsi a Monaco con il marito. La coppia ha un figlio tredicenne che, dopo l’esplosione, è stato lanciato a 15 metri di distanza ma le sue condizioni non destano più preoccupazione.

Ermolaev, originario di Dnipro, ha una vita familiare complessa con quattro figli, tra cui Artur, coinvolto in una truffa da 100 milioni di dollari. Recentemente arrestato a Cipro e poi condannato in Estonia, ha ottenuto la sospensione della pena per una somma di 8,5 milioni di dollari. Le indagini puntano a un possibile regolamento di conti, con legami con la banca estone Versobank di cui gli Ermolaev sono proprietari.

Altri elementi dell’inchiesta suggeriscono una potenziale implicazione dei servizi segreti ucraini nel punire Ermolaev e Nasobina per i loro affari con la Russia, lanciando un chiaro messaggio agli oligarchi esiliati. Questo contesto è accentuato dall’assassinio avvenuto a Madrid nel maggio 2025 di Andrii Portnov, legato all’ex presidente filo-russo Viktor Ianoukovitch.

Nel frattempo, continua la caccia all’uomo visto con un cappello nero, ripreso dalle videocamere mentre lasciava lo zaino contenente l’ordigno. Le autorità temono che il sospetto possa essere riuscito a svanire nel nulla, rendendo la posizione degli investigatori sempre più difficile.

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