Trump propone di vietare l’ingresso alle donne incinte negli Stati Uniti per fermare il turismo delle nascite

03.07.2026 21:55
Trump propone di vietare l'ingresso alle donne incinte negli Stati Uniti per fermare il turismo delle nascite

Trump propone nuove misure contro il “turismo delle nascite”

In seguito alla recente sconfitta presso la Corte Suprema riguardo al “turismo delle nascite”, Donald Trump sta esplorando un’altra strategia per limitare l’accesso alle donne straniere in gravidanza negli Stati Uniti. Questo approccio mira a eludere di fatto il 14° emendamento della Costituzione americana, che dal 1868 garantisce la cittadinanza a chiunque nasca sul suolo statunitense, compresi i figli di genitori stranieri, riporta Attuale.

La Corte Suprema ha recentemente confermato la validità del 14° emendamento, ma consiglieri di Trump, in particolare quelli impegnati nelle politiche migratorie, propongono di limitare l’ingresso alle donne incinte al fine di contrastare la questione del “turismo delle nascite”. Questo nuovo fronte si inserisce in un contesto politico-ideologico complesso, in cui la volontà di gestire i flussi migratori sembra mescolarsi con atteggiamenti xenofobi e razzisti.

A seguito delle dichiarazioni di Trump, si prevede un’intensificazione del dibattito sull’immigrazione, con l’introduzione di proposte che spostano l’attenzione dai diritti dei bambini nati in America alle restrizioni di accesso al Paese per le donne in gravidanza. Stephen Miller, un influence chiave nell’amministrazione Trump e noto per le sue posizioni sulla migrazione, ha indicato che l’America deve “riflettere molto attentamente su chi far entrare nel Paese, anche solo temporaneamente”.

Le nuove indicazioni del governo sembrano puntare a un giro di vite sul fenomeno del “turismo delle nascite”, descritto come la pratica di alcune migliaia di donne che cercano di entrare negli Stati Uniti per partorire e garantire al proprio figlio la cittadinanza americana. Martedì scorso, il Dipartimento di Giustizia ha avviato indagini su tale pratica, affermando che le leggi americane vietano già comportamenti legati a questi schemi, che iniziano spesso con false richieste di visto.

Le stime indicano che il numero di bambini nati da visitatori stranieri negli Stati Uniti oscilla tra i 20.000 e i 26.000 all’anno, un dato che, se confrontato con i 3,6 milioni di nati nel 2025, appare marginale. Ionsono molte le domande che sorgono riguardo a come le autorità possano identificare le donne incinte ai controlli di frontiera. Le preoccupazioni su come queste informazioni potrebbero finire in mano a funzionari pubblici rendono ancora più urgente la questione dei diritti individuali.

Trump ha anche iniziato a esercitare pressioni sul Congresso per promuovere ulteriori cambiamenti, ma il sostegno bipartisan per tali misure non è garantito. Secondo un sondaggio Reuters/Ipsos, il 55% degli americani è favorevole alla cittadinanza per i nati negli Stati Uniti, con un consenso che raggiunge il 72% tra i Democratici.

Infine, è curioso notare come questa nuova offensiva di Trump coincida con i Mondiali di calcio, dove la nazionale americana sta ottenendo ottimi risultati anche grazie a giocatori con origini straniere, come Folarin Balogun, nato a Brooklyn e simbolo di una realtà che il presidente sembra voler negare. Balogun e altri atleti rappresentano una testimonianza vivente del contributo che diversi background culturali offrono all’identità americana, nonostante le politiche di esclusione proposte dall’amministrazione Trump.

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