Rivolta nel carcere di Enna: detenuti si impadroniscono del vecchio padiglione

04.07.2026 17:15
Rivolta nel carcere di Enna: detenuti si impadroniscono del vecchio padiglione

Rivolta nel carcere di Enna: situazione critica e proteste dei detenuti

Roma, 4 luglio 2026 – Una rivolta è in corso nel carcere di Enna. La struttura circondariale ‘Luigi Bodenza’ è circondata da agenti della polizia penitenziaria e sul posto ci sono anche agenti del Gio (Gruppo Intervento Operativo), riporta Attuale.

Tutto è iniziato stamane quando gli agenti di polizia penitenziaria hanno sequestrato diversi cellulari, introdotti nell’istituto di pena illegalmente e dosi di sostanze stupefacenti. La protesta era già iniziata qualche giorno fa, quando un fulmine aveva fatto saltare le centraline telefoniche, impedendo ai detenuti di effettuare le chiamate alle famiglie. In molti avevano quindi cercato altri metodi per comunicare all’esterno, portando alla perquisizione.

Tuttavia, anche se il disservizio era stato risolto, la rivolta è iniziata lo stesso. Un centinaio di detenuti ha preso il controllo delle sezioni del vecchio padiglione, rompendo le telecamere di sorveglianza e dando fuoco all’istituto.

In questo contesto, non è casuale che la rivolta sia scoppiata proprio oggi, in un sabato d’estate, con il piano ferie che ha ridotto la presenza di agenti. Attualmente, il carcere ha un organico del personale al limite. Quando è iniziata la protesta, su 200 detenuti, c’erano solo 6 o 7 agenti in servizio.

“Quanto sta accadendo nella Casa circondariale ‘Luigi Bodenza’ di Enna è di una gravità assoluta ed è la conseguenza diretta di anni di inerzia, ritardi e incapacità decisionale da parte di chi avrebbe dovuto intervenire per tempo”, ha dichiarato il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe).

Donato Capece, segretario generale del Sappe, e Giuseppe Cicero, segretario provinciale del Sappe di Enna, hanno parlato di “inevitabile conseguenza di una serie di criticità che da giorni interessano il carcere e che erano state puntualmente segnalate senza che alcuno assumesse le necessarie iniziative”. “Il violento temporale dei giorni scorsi, con un fulmine che ha colpito l’istituto, ha provocato pesanti disservizi ai detenuti, interrompendo le comunicazioni con i familiari e compromettendo il servizio di riscaldamento dell’acqua. Il problema più grave, tuttavia, riguarda un intero padiglione detentivo, ormai in condizioni strutturali inaccettabili, per il quale richiediamo da tempo la chiusura e l’immediata ristrutturazione. I finanziamenti risultano già stanziati, ma è incomprensibile perché i lavori non siano ancora partiti. Questa è la dimostrazione plastica di una macchina amministrativa incapace di trasformare gli annunci in fatti”.

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