Electioni in Italia: il terzo polo non convince, si parla di cinque poli e possibili alleanze post voto

06.07.2026 06:35
Electioni in Italia: il terzo polo non convince, si parla di cinque poli e possibili alleanze post voto

Possibile frammentazione del panorama politico italiano: Calenda propone nuovi poli

Nell’Italia bipolare, i tentativi di creare un terzo polo sono stati un completo fallimento. Mario Monti nel 2013 e la coppia Matteo Renzi-Carlo Calenda nel 2022 hanno tentato senza successo di scardinare il sistema. Attualmente, mentre le due principali coalizioni, centrodestra e centrosinistra, si confrontano in una battaglia serrata, ci sono ancora coloro che aspirano a modificare il bipolarismo trentennale del Paese. Ciò è reso possibile, in parte, dall’eventualità di una nuova legge elettorale basata su un sistema proporzionale, riporta Attuale.

Ieri, Carlo Calenda, figura di spicco del terzo polo, ha proposto l’idea di una frammentazione in cinque poli politici. Ha spiegato che potrebbero formarsi: “Una coalizione alla sinistra della sinistra, la sinistra, il centro, la destra e Vannacci”. Mentre la sinistra radicale, che si colloca a sinistra del centrosinistra, è sempre presente, spesso risulta divisa al suo interno e rappresentata in modo variegato nei risultati elettorali, per evitare contaminazioni ideologiche. Formazioni come Potere al Popolo, Rifondazione Comunista e il rinato PCI si sono già unite in contesti amministrativi, ma resta da vedere come si comporteranno alle prossime elezioni politiche.

La “sinistra” menzionata da Calenda si riferisce al centrosinistra, che è più solido grazie all’alleanza tra PD, M5S e Avs. Tuttavia, cresce l’incertezza riguardo a Italia Viva di Renzi e +Europa di Riccardo Magi, che nel dialogo con il centrosinistra non sono sempre coinvolti, sia in eventi pubblici che privati.

Calenda intende colpire un nervo scoperto: la nuova legge elettorale, per come è stata concepita, doveva porre fine a qualsiasi coalizione di larghe intese. Tuttavia, Calenda ha osservato che in uno scenario così frammentato, potrebbe non scattare il premio di maggioranza previsto, costringendo le alleanze a formarsi dopo il voto. Qui entra in gioco l’area centrale, che Calenda descrive come composta da lui stesso, Pina Picierno, il Partito Liberaldemocratico di Luigi Marattin e altri esponenti centrali.

Questo spicchio politico non disdegna di collaborare con schieramenti sia di destra che di sinistra. Ad esempio, Azione a Milano potrebbe allearsi con il centrodestra se il candidato sindaco fosse Carlo Cottarelli, mentre a Roma tenderebbe verso il PD con Roberto Gualtieri. Dunque, risulta chiaro che l’unica coalizione sicura rimane il centrodestra di governo, guidato da Giorgia Meloni. Tuttavia, quest’ultima deve considerare l’emergente Roberto Vannacci, esponente della destra estrema di Futuro Nazionale, che sta guadagnando consensi. Paradossalmente, anche la sinistra più radicale, come quella di Marco Rizzo, mostra sintonie con Vannacci, evidenziando come l’Italia sia bipolare in molteplici dimensioni.

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