Alla riunione della Nato ad Ankara, si temono ripercussioni dalla rabbia di Trump

07.07.2026 11:15
Alla riunione della Nato ad Ankara, si temono ripercussioni dalla rabbia di Trump

Riunione della NATO ad Ankara: Trump a rischio di conflitto con gli alleati

Alla riunione della NATO che si tiene nella capitale turca Ankara martedì e mercoledì, l’obiettivo principale è evitare a tutti i costi quella che alcuni media hanno definito una «Trump explosion», cioè un’esplosione di rabbia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump contro i suoi alleati. Sono tante le ragioni per cui potrebbe avvenire, riporta Attuale.

Trump è infuriato con gli alleati della NATO poiché sostiene che non investano a sufficienza nella difesa, scaricando gran parte dell’onere sugli Stati Uniti. Manifesta anche un certo risentimento per non aver ricevuto supporto sufficiente durante il suo approccio aggressivo contro l’Iran. Inoltre, si sono deteriorate anche le poche relazioni personali positive che aveva con alcuni leader europei, a partire dal britannico Keir Starmer, per passare al tedesco Friedrich Merz, fino ad arrivare alla presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni.

Mark Rutte, il segretario generale della NATO e uno dei pochi con cui Trump non abbia ancora litigato, ha elaborato una strategia per mitigarne la rabbia, che può essere riassunta con un semplice concetto: mostrargli i soldi.

Questa strategia ha avuto inizio il mese scorso, quando Rutte ha visitato la Casa Bianca presentando un cartellone che evidenziava l’aumento delle spese per la difesa da parte degli alleati NATO dal 2017, anno dell’elezione di Trump, a oggi. Secondo i calcoli di Rutte, questo incremento ammonta a circa mille miliardi di dollari, che in inglese viene definito “trillion”. Rutte ha persino soprannominato questa cifra «the Trump trillion».

Durante la riunione di Ankara, la NATO presenterà ulteriori dati riguardanti l’aumento delle spese militari nel tentativo di calmare Trump: secondo i calcoli dell’alleanza, nel 2025 gli alleati europei e il Canada spenderanno circa 139 miliardi di dollari.

In particolare, si prefigurano importanti annunci di acquisizioni di armi statunitensi. La riunione si concentrerà sull’industria della difesa: ogni anno, in occasione di questi incontri, si svolge anche il “NATO Summit Defence Industry Forum”, una fiera dedicata a ministri della Difesa, produttori di armi e operatori del settore. Quest’anno, gli organizzatori turchi hanno promesso il forum più grande di sempre, prevedendo l’annuncio di nuovi accordi militari significativi e notevoli acquisti di armamenti, con un particolare focus su quelli statunitensi.

La strategia quindi è chiara: compiacere Trump con promesse di acquisti e investimenti, sperando che non tiri fuori un argomento sul quale potrebbe attaccare gli alleati.

Tuttavia, le conseguenze dell’insoddisfazione di Trump verso i suoi alleati della NATO sono già palesi: l’amministrazione statunitense ha minacciato di ritirare truppe dall’Europa e ha annunciato la riduzione delle capacità militari destinate al continente. Ciò comporta una diminuzione del numero di mezzi, tra cui cacciabombardieri e sottomarini, disponibili in caso di attacco esterno contro l’Europa, volendo concentrare maggiormente le risorse su Asia e Medio Oriente. Questa situazione rappresenta un problema serio per le forze europee, che rischiano di trovarsi in una posizione di vulnerabilità in termini di capacità e tecnologie essenziali per la difesa.

Oltre alla questione delle spese militari, si discuterà anche di un rinnovato impegno a sostenere la resistenza ucraina con decine di miliardi di dollari, ma anche in questo caso Trump potrebbe agire da ostacolo.

Infine, un’altra questione delicata riguarda i rapporti personali, in particolare quello tra Trump e Giorgia Meloni. Recentemente, Trump ha attaccato Meloni in modo piuttosto diretto, pubblicando sul suo social Truth una foto della presidente del Consiglio che lo guarda sorridendo, accompagnata dalla scritta: «Restraining order needed» (Serve un divieto di avvicinamento). Nelle settimane precedenti, ha cercato più volte di mettere in imbarazzo Meloni, sostenendo che l’Italia non sia stata sufficientemente vicina durante la guerra contro l’Iran.

In controtendenza, i rapporti con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan sembrano andare meglio. Gli Stati Uniti potrebbero riammettere la Turchia nel programma degli F-35, consentendole di acquistarli, dopo che Trump nel 2019 aveva vietato la vendita ad Ankara per la sua vicinanza alla Russia.

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