Rahm Emanuel chiede un cambio di rotta americana su Israele durante la sua visita a Tel Aviv

07.07.2026 13:25
Rahm Emanuel chiede un cambio di rotta americana su Israele durante la sua visita a Tel Aviv

Rahm Emanuel a Tel Aviv: un appello per un cambio strategico negli Stati Uniti verso Israele

DALLA NOSTRA INVIATO
TEL AVIV – «Non bisogna mai sprecare una grave crisi», è il motto di Rahm Emanuel, ora tornato in Israele per parlare all’università di Tel Aviv. È un oratore di peso: già sindaco di Chicago e cittadino israeliano, è stato anche consigliere di Bill Clinton e capo di gabinetto con Barack Obama, il primo a segnalare che Bibi Netanyahu, allora all’opposizione, non era il leader ideale su cui puntare, riporta Attuale.

Emanuel non si limiterà a una lezione accademica: il suo messaggio è chiaro, il tradizionale sostegno incondizionato di Washington a Israele deve finire, almeno nei termini attuali, e si deve già guardare al futuro, dopo Trump e Netanyahu. L’appoggio militare americano deve essere accompagnato da una strategia diplomatica più credibile riguardante la Cisgiordania, Gaza e l’Iran. È tempo di voltare pagina in un contesto internazionale in rapida evoluzione: «Qualunque futuro leader dovrà abbandonare l’idea di una Grande Israele e riaprire il cammino verso la sovranità palestinese».

Secondo Emanuel, sia i repubblicani che i democratici hanno contribuito a trasformare Israele in uno «Stato paria». La politica di Netanyahu rappresenta un punto di non ritorno: «Basta armi americane senza un corrispettivo politico, sì a sanzioni contro chi ha commesso crimini e verso le istituzioni che sostengono i coloni in Cisgiordania». La questione palestinese è tornata al centro del dibattito internazionale e si deve rilanciare una «soluzione a 23 Stati», coinvolgendo l’intera Lega Araba insieme a Israele.

Parole che suonano familiari, ma con una risonanza nuova. Emanuel ha già pronunciato concetti simili vent’anni fa, quando in Israele veniva fischiato. Oggi, sebbene critico delle scelte di Tel Aviv, ha sempre mantenuto legami con il paese. «Non è nell’interesse di un ebreo che ci siano ebrei in Cisgiordania a incendiare case palestinesi con la complicità del governo israeliano», ha dichiarato. Recentemente ha osservato che «Negli ultimi tre anni, Netanyahu ha perso sia l’Europa che gli Stati Uniti, raccogliendo solo l’amicizia del Somaliland». La sicurezza lungo i confini può essere aumentata, ma «non c’è pace e Israele è completamente isolato».

Durante una visita al Muro del Pianto per un bar mitzvah, Emanuel era stato accolto con urla e sputi dai sostenitori di Netanyahu. Oggi, al suo ritorno a Tel Aviv, è accolto con attenzione. Ciò suggerisce che qualcosa in Israele potrebbe veramente stare cambiando.

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