Giorgia Meloni prepara il vertice NATO a Ankara con toni distesi ma cauti
Tre giorni fa, il presidente turco è stato contattato da Giorgia Meloni non solo per discutere l’organizzazione del vertice NATO, ma anche per stabilire una sinergia strategica. Come cerimoniere del summit, Meloni ha chiesto di rendere le sessioni il più tecniche possibile, cercando di evitare che l’incontro si trasformi nell’ennesimo palcoscenico di tensione tra Trump e i leader europei. I tempi di riunione sono già stati abbreviati dai turchi per minimizzare le opportunità di conflitto, riporta Attuale.
Tuttavia, non sono trascorse neppure 24 ore che il presidente americano ha lanciato un altro attacco a Meloni via social, includendo frasi che hanno sollevato polemiche per il loro tono misogino. Questo ha aumentato la necessità di una gestione del protocollo con maggiore attenzione, per evitare imbarazzi durante l’incontro.
Ieri, Meloni ha consultato rapidamente i ministri del suo governo, riaffermando la correttezza della linea adottata in risposta alle critiche di Trump, affermando che «non ci saranno più risposte». Si sono diffuse voci su una possibile assenza della premier da una parte della cena ufficiale, decisione che potrebbe essere presa all’ultimo minuto per minimizzare le interazioni con il presidente americano.
C’è certezza che Meloni non siederà al tavolo di Trump, poiché il protocollo ha previsto diversi tavoli per circa quaranta ospiti. All’interno del suo staff, si sussurra che «non sarà gelida, di più», cercando di mantenere un approccio strategico e deciso, che rifletta il carattere combattivo di Meloni.