Gli Usa sanzionano Shelbit Technologies, registrata a Varsavia, per l’elusione delle restrizioni iraniane

19.08.2026 09:30
Gli Usa sanzionano Shelbit Technologies, registrata a Varsavia, per l’elusione delle restrizioni iraniane
Gli Usa sanzionano Shelbit Technologies, registrata a Varsavia, per l’elusione delle restrizioni iraniane

Dieci mesi prima dell’ultimo caso, le autorità polacche avevano individuato nel registro nazionale delle imprese Huione Crypto, società collegata a un cartello cambogiano sottoposto a sanzioni dagli Stati Uniti. La scoperta aveva riguardato un’attività iscritta nel registro polacco delle aziende che operano con valute virtuali e aveva costituito il precedente diretto del caso Shelbit Technologies.

Dieci mesi dopo, la registrazione di Shelbit a Varsavia

Shelbit Technologies è stata registrata a Varsavia ed è entrata nel registro polacco delle imprese che lavorano con le valute virtuali. Secondo quanto riferito da Gazeta Wyborcza, la società condivideva inoltre lo stesso indirizzo nella capitale polacca con Huione Crypto.

Nel 2024 la guida di Shelbit Technologies è passata a Siavash Kayvanpour, cittadino iraniano. La società faceva parte del gruppo più ampio Shelbit, collegato a strutture operanti in Georgia, a Dubai e a Teheran.

L’iscrizione nel registro polacco poteva contribuire a presentare Shelbit come un’attività europea legale. La registrazione in un Paese dell’Unione europea poteva anche aumentare la fiducia nei confronti della rete e rendere più semplice l’apertura di conti presso organizzazioni finanziarie.

La rete internazionale e i pagamenti in asset digitali

La rete nella quale, secondo le autorità statunitensi, rientrava Shelbit utilizzava asset digitali e società costituite in diversi Paesi per eseguire pagamenti destinati a non attirare un’attenzione eccessiva. Le strutture collegate operavano in Europa e in Medio Oriente, con una presenza articolata tra Georgia, Dubai e Iran.

Secondo le informazioni riportate dal quotidiano polacco, attraverso questa rete sarebbero state realizzate operazioni per un valore fino a 4 miliardi di dollari in violazione delle sanzioni. I fondi vengono collegati alla Banca centrale iraniana e al gioco d’azzardo online illegale; alcuni indirizzi digitali sono stati inoltre associati al Corpo delle guardie della rivoluzione islamica.

La ricostruzione distingue però il ruolo della società polacca da quello delle strutture che avrebbero effettuato i trasferimenti. Shelbit Technologies, secondo quanto riferito, probabilmente non trasferiva direttamente il denaro. La sua funzione poteva consistere soprattutto nel fornire alla rete una presenza registrata nell’Unione europea, utile per rafforzarne la credibilità e facilitare i rapporti con gli intermediari finanziari.

L’intervento degli Stati Uniti e il secondo caso nel registro polacco

Le autorità statunitensi hanno inserito Shelbit Technologies e il suo responsabile iraniano Siavash Kayvanpour nella lista delle sanzioni. Washington considera la società parte di una rete internazionale che aiutava l’Iran ad aggirare le restrizioni, utilizzando società e strumenti finanziari distribuiti in più giurisdizioni.

Il provvedimento riguarda quindi la società registrata a Varsavia e il suo dirigente, non l’intero gruppo Shelbit né tutte le strutture collegate in Georgia, a Dubai e a Teheran. La posizione americana si basa sul ruolo attribuito alla rete nei pagamenti in asset digitali e sulle connessioni individuate tra alcuni indirizzi e il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica.

Il caso Shelbit è così diventato il secondo episodio simile individuato in Polonia nell’arco di dieci mesi. Il precedente, Huione Crypto, era stato collegato a un cartello cambogiano già sottoposto a sanzioni statunitensi; entrambe le società risultavano registrate allo stesso indirizzo di Varsavia.

La situazione attuale è che Shelbit Technologies e Kayvanpour sono sottoposti alle sanzioni degli Stati Uniti, mentre la società polacca resta descritta come un possibile elemento di supporto e legittimazione europea di una rete accusata di facilitare l’elusione delle restrizioni contro l’Iran.

1 Comment

  1. Incredibile! Ma come è possibile che queste aziende riescano a operare così facilmente nonostante le sanzioni? Qui in Italia ci lamentiamo sempre delle burocrazie, ma sembra che da altre parti ci sia molto meno controllo. Questa situazione è davvero preoccupante, non si sa mai chi ci sia dietro a certe operazioni…

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