Gli Stati Uniti intensificano i bombardamenti sull’Iran dopo attacchi alle navi commerciali nel Golfo Persico
Il CENTCOM, il comando unificato delle forze armate statunitensi in Medio Oriente, ha annunciato che nella notte tra sabato e domenica gli Stati Uniti hanno bombardato nuovamente l’Iran, in risposta all’attacco iraniano contro una nave commerciale nello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti sostengono di aver colpito circa 140 obiettivi militari, tra cui siti missilistici, depositi di munizioni, infrastrutture per la comunicazione e posti di sorveglianza lungo la costa, riporta Attuale.
In seguito agli attacchi statunitensi, i Guardiani della rivoluzione iraniani, il corpo militare più influente e radicale dell’Iran, hanno dichiarato di aver attaccato una base statunitense in Giordania. Inoltre, l’Iran ha lanciato nuovi missili e droni contro gli Emirati Arabi Uniti, il Qatar e il Bahrein; questi attacchi sono stati perlopiù intercettati dalle difese aeree dei paesi del Golfo.
Questi bombardamenti non sono un evento isolato. Gli Stati Uniti avevano già effettuato attacchi contro l’Iran nei giorni precedenti, sempre in risposta a aggressioni contro navi nel vicino Stretto di Hormuz, da dove transitava circa un quinto del petrolio e gas naturale commerciato a livello globale.
Dal momento in cui gli Stati Uniti e Israele hanno iniziato a bombardare l’Iran alla fine di febbraio, l’Iran ha ostacolato il passaggio delle navi commerciali nello Stretto. Il 17 giugno, gli Stati Uniti e l’Iran avevano firmato un pre-accordo per pianificare negoziati e cercare di porre fine al conflitto, prevedendo anche la riapertura dello Stretto. Tuttavia, i conflitti tra i due paesi sono ripresi rapidamente.
Una delle principali questioni irrisolte riguarda il controllo dello Stretto, con gli Stati Uniti che desiderano ripristinare la libera navigazione mentre l’Iran intende utilizzarlo come strumento di pressione negoziale. I Guardiani della rivoluzione hanno affermato che lo Stretto è nuovamente chiuso alla navigazione, intensificando ulteriormente le tensioni nella regione.