Trump annulla attacco contro l’Iran dopo minacce e tensioni nel Medio Oriente
Nella notte tra sabato e domenica, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso di annullare un imminente attacco contro l’Iran, nonostante avesse precedentemente annunciato un forte intervento militare. Venerdì, Trump aveva dichiarato: «Li colpiremo così forte che a un certo punto diranno ‘Basta, non ce la facciamo più’». Questa escalation ha suscitato preoccupazioni in tutto il Medio Oriente, spingendo le ambasciate statunitensi in Giordania, Israele e Iraq a consigliare ai cittadini di evacuare o prepararsi a farlo in caso di conflitto. L’Iran, nel frattempo, ha intensificato le sue minacce, avviando attacchi con droni contro il Kuwait e chiudendo lo stretto di Hormuz, riporta Attuale.
La decisione di Trump di rinunciare all’attacco è stata motivata dalla richiesta degli alleati mediorientali, preoccupati per una possibile escalation, oltre alla notizia di progressi nei negoziati di pace. Su Truth Social, Trump ha affermato che «è stato raggiunto il perimetro di un accordo» e ha cancellato l’attacco con la condizione di trovare rapidamente un accordo.
Questo episodio non è isolato: Trump ha già annunciato attacchi contro l’Iran in passato, per poi ritirarsi, giustificando la sua decisione con ipotetici avanzamenti nei negoziati, che spesso si sono rivelati infondati. Non è chiaro se questo «perimetro di un accordo» recentemente citato da Trump rappresenti un reale progresso.
Le minacce diffuse da Trump sembrano essere un modo per mantenere la pressione sull’Iran, ma si sono spesso tradotte in ritiri strategici. Nel contesto attuale, la guerra in corso ha visto un’escalation, sebbene con intensità ridotta: ci sono stati bombardamenti reciproci tra Arabia Saudita e gli Houthi, il gruppo sostenuto dall’Iran che controlla parti dello Yemen. Recentemente, un attacco con droni ha colpito vicino al canale di Suez in Egitto, ma nessuno ha ancora rivendicato la responsabilità.