Marocco: la retorica dello sviluppo economico si scontra con povertà e libertà negate

02.08.2026 04:25
Marocco: la retorica dello sviluppo economico si scontra con povertà e libertà negate

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DALLA NOSTRA INVIATA
PARIGI – Nonostante la crisi migratoria in corso, il re Mohammed VI ha proseguito con le celebrazioni per il 27° anniversario della sua ascesa al trono, ignorando le notizie provenienti da Ceuta, dove migliaia di migranti hanno tentato di attraversare il confine, con un tragico bilancio di decine di annegati. A appena 123 chilometri dall’enclave europea, la località di M’diq ha ospitato dignitari e funzionari, tra cui il presidente della Fifa Gianni Infantino, che ha elogiato i futuri Mondiali di calcio del 2030, già con un afflusso di investimenti per infrastrutture. Questo comportamento distaccato del re ha suscitato la reazione di Christophe Ayad, inviato de Le Monde, che ha osservato come Mohammed VI tenda a scomparire nei momenti difficili, riflettendo un profilo monarchico che evita temi scomodi, rischiando di allontanarsi dalla realtà, riporta Attuale.

Retorica e povertà

L’immagine di un Marocco prospero contrasta drasticamente con la realtà di una massa di marocchini disperati in cerca di una vita migliore, che si arrampicano su gommoni verso le coste spagnole. Le celebrazioni ufficiali di Mohammed VI, che parlano di fiducia e serenità, non possono nascondere il profondo malcontento della Generazione Z, emerso durante le recenti proteste. Le attese crescenti nei progetti di sviluppo non sono state accompagnate da investimenti nelle necessità basilari come gli ospedali e le scuole pubbliche. L’Associazione in Difesa dei diritti dell’uomo in Marocco (Asdhom) ha dichiarato che le immagini di Ceuta rivelano una crisi profonda, segnalando gravi problemi legati alla libertà, allo stato di diritto, e alla crescente disuguaglianza.

I social media

Achraf Maymoun, inviato al confine con Ceuta, ha confermato che la notizia dell’ondata migratoria si è diffusa rapidamente attraverso i social media, aumentando il numero di tentativi di attraversamento. L’accumulo di migranti ha avuto inizio il 27 luglio, scatenando un afflusso massiccio il 30 dello stesso mese, nonostante l’intelligence marocchina avesse la capacità di monitorare la situazione. Questa crisi ha destato preoccupazione a Madrid, dove i funzionari ricordano l’incidente del 2021, quando diecimila persone entrarono a Ceuta come conseguenza di tensioni politiche con la Spagna.

Il nodo Sahara

La situazione nel Sahara Occidentale, area di tensione tra Marocco e il Fronte Polisario sostenuto dall’Algeria, continua ad essere una fonte di conflitto. Il piano di autonomia marocchino, che prevede un certo grado di autogoverno sotto la sovranità marocchina, ha attirato l’attenzione internazionale, ma ha anche alimentato le tensioni regionali. Il governo di Pedro Sánchez ha supportato ufficialmente il piano marocchino, rischiando di alimentare i dissapori con l’Algeria, che rappresenta un partner strategico per le forniture energetiche in questo momento di crisi.

Dietro le quinte

La svolta diplomatica del Marocco è stata segnata dagli Accordi di Abramo, che hanno visto il riconoscimento del piano di autonomia per il Sahara Occidentale. I recenti commenti del presidente statunitense hanno ribadito il supporto alla proposta marocchina, chiudendo il cerchio attorno a Madrid, vista con sospetto da Washington per la sua posizione su questioni delicate. La crisi migratoria in corso sta diventando un problema per il governo spagnolo, evidenziando la fragilità politica della situazione attuale.

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