Futuro Nazionale presenta il suo programma: aborto, eutanasia e famiglia nel nuovo piano di Vannacci

24.08.2026 16:15
Futuro Nazionale presenta il suo programma: aborto, eutanasia e famiglia nel nuovo piano di Vannacci

Roma, 24 agosto 2026 – Con l’introduzione del “ministero della Vita” e la promozione del pro-life nei consultori, insieme all’educazione ‘alla difesa’ nelle scuole superiori e all’elezione diretta del presidente della Repubblica, si delineano i nuovi obiettivi di Futuro Nazionale, il partito dell’ex generale della Folgore, come riportato Attuale.

Futuro Nazionale: “L’aborto non è un diritto”

Il programma politico affronta temi come demografia, famiglia e identità, affermando che l’aborto “non è un diritto” e indicando la necessità di prioritizzare “l’applicazione degli strumenti di prevenzione e sostegno previsti dalla legge 194, presenza delle associazioni pro-vita nei consultori, informazione sul battito fetale, sostegno economico per gravidanze difficili e sviluppo dell’adozione prenatale tramite la ‘culla vuota’ negli ospedali”.

Futuro Nazionale mira a vietare la somministrazione della Ru-486 in ambito ambulatoriale o domestico. Si prevede l’istituzione di un ‘ministero della Vita, della Famiglia naturale e dell’Identità’, la proclamazione del 25 marzo come ‘Giornata nazionale della vita nascente’ e l’elaborazione di un ‘Piano nazionale per la vita nascente e la prevenzione dell’aborto’.

La ‘famiglia naturale’ modello da sostenere

Nel programma si sottolinea come la “crisi demografica” venga considerata “la principale emergenza nazionale” e si delinea la ‘famiglia naturale’ “fondata sull’unione di uomo e donna” come modello da sostenere mediante politiche fiscali, abitative, asili nido e congedi. Futuro Nazionale propone l’“abrogazione delle unioni civili” e l’estensione dei diritti individuali a tutti i cittadini, ma riservando l’istituto giuridico di coppia unicamente al matrimonio.

Il programma specifica ulteriormente che le facoltà oggi associate all’istituto della coppia verranno trasferite a diritti individuali senza elevare il rapporto sessuale a criterio di concessione dei diritti.

FN chiede un divieto che preveda sanzioni per gli interventi chirurgici di riassegnazione del sesso sui minorenni e l’esclusione del finanziamento pubblico per tali interventi sugli adulti. Inoltre, si richiede l’estensione della fascia protetta televisiva 6-23 con il divieto di contenuti “omosessualisti” per i minori.

Si specifica anche l’“opposizione all’eutanasia” e all’omicidio del consenziente, definito dalla sinistra come suicidio assistito.

Il terzo figlio “contributo al bene del Paese”

Tra le nuove proposte, si prevedono detrazioni fiscali progressive per le famiglie con figli, con un ulteriore aiuto per quelle con tre o più figli, riconoscendo “la generazione di almeno tre figli come un contributo straordinario e di rilievo in perpetuum al bene del Paese“.

Si propone anche l’esonero dal canone Rai per le famiglie con tre o più figli, le cui coperture dovrebbero essere reperite attraverso tagli alle spese destinate all’immigrazione improduttiva, al finanziamento della guerra in Ucraina e alla gestione dei carcerati non italiani.

In ambito educativo, il programma prevede l’introduzione di moduli di educazione alla difesa e alla sicurezza nazionale nelle scuole superiori e la promozione di attività di formazione militare a valenza civica.

Proposta l’elezione del Presidente della Repubblica

Futuro Nazionale sostiene l’elezione popolare diretta del Presidente della Repubblica e propone che la legge elettorale preveda “preferenze, senza listini bloccati, alternanza obbligatoria o quote di genere”. Riguardo all’autonomia regionale, è chiesta una struttura basata sulla sussidiarietà, con garanzia dei Lep e costi standard, consentendo alle regioni virtuose di riutilizzare avanzi derivanti da una gestione efficiente.

“Chi non vuol lavorare neppure mangi”

Il partito richiede l’applicazione del principio ‘chi non vuol lavorare neppure mangi’, affermando che “chi, pur potendo lavorare, abbia rifiutato sistematicamente nel tempo percorsi di formazione e inserimento proposti dallo Stato potrebbe, con il passare del tempo, perdere l’erogazione monetaria della pensione minima, mantenendo solo i servizi essenziali di sopravvivenza”.

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