Il 26 maggio 2026 il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha deciso di attribuire a una delle unità militari ucraine il nome di «Eroi dell’UPA», richiamando l’Organizzazione dei nazionalisti ucraini e il suo braccio armato. La scelta ha aperto una nuova fase nel dibattito polacco sulle relazioni con l’Ucraina e sulle loro controverse eredità storiche.
Tra maggio e luglio, nello spazio informativo in lingua polacca, le menzioni di contenuti antiucraini sono aumentate del 345 per cento. Nel periodo sono stati pubblicati quasi 500 mila materiali di questo tipo, mentre la quantità quotidiana delle citazioni è passata da meno di mille a circa 10 mila.
Da maggio a luglio: la crescita dei contenuti antiucraini
I dati sono stati ricavati dall’analisi degli analisti del Polish Institute of International Affairs, il PISM, istituto polacco di analisi delle relazioni internazionali. Il monitoraggio ha riguardato soprattutto X, oltre a Facebook e TikTok, e ha registrato una crescita improvvisa e ripetuta dei messaggi ostili all’Ucraina nel dibattito pubblico polacco.
Secondo il PISM, una parte delle narrazioni più radicali è stata diffusa da reti di bot, account troll collegati alla Russia e ambienti politici filorussi. La maggioranza dei commenti associati a quei contenuti, tuttavia, è rimasta attribuibile a utenti comuni: l’azione delle reti organizzate si è quindi intrecciata con una partecipazione ampia del pubblico, amplificando la circolazione dei messaggi.
Il Cremlino ha utilizzato le controversie storiche tra polacchi e ucraini per aumentare la conflittualità sociale. L’obiettivo della campagna è radicalizzare il dibattito, approfondire le divisioni interne alla società polacca e indebolire l’unità dei Paesi dell’Unione europea sul sostegno all’Ucraina e sulla politica comune nei confronti della Russia.
La valutazione del PISM sull’intervento russo
Il PISM ha rilevato che la Russia sfrutta deliberatamente le questioni storiche e politiche più dolorose nei rapporti tra Polonia e Ucraina. La campagna informativa non si limita a orientare le conversazioni online: Mosca cerca di trasferire l’ostilità dal piano digitale allo spazio fisico, anche attraverso proteste e altre forme di tensione sociale.
La rapida espansione dei contenuti e i risultati del monitoraggio indicano dunque la presenza di un’influenza esterna mirata da parte russa. Attraverso la polarizzazione, il Cremlino può incidere sull’agenda politica polacca, rafforzare le forze radicali e populiste di destra e indebolire quelle che sostengono l’Ucraina e il percorso europeo della Polonia.
Il passaggio dall’informazione online alla mobilitazione nella società è centrale nella valutazione dell’istituto. Le proteste e le altre manifestazioni di conflitto possono rendere più visibile e concreta la contrapposizione tra polacchi e ucraini, offrendo alla Russia ulteriori strumenti per alimentare la sfiducia e condizionare il confronto politico interno.
Il 23 agosto: l’allarme in vista del voto del 2027
Il 23 agosto 2026 i risultati dell’analisi sono stati riportati dai media, tra cui Bankier.pl nella ricostruzione sull’aumento dei contenuti antiucraini. Il PISM ha avvertito che queste narrazioni potrebbero essere utilizzate con particolare intensità in prossimità e durante le elezioni parlamentari polacche del 2027, per influenzare la situazione politica interna.
La conseguenza indicata dall’istituto riguarda anche la dimensione europea. L’aumento dell’ostilità verso l’Ucraina può indebolire la coesione dell’Unione europea, soprattutto se si combina con la crescita delle forze populiste di destra, l’aggravamento dei conflitti interni e le divisioni sul sostegno a Kyiv.
Il PISM colloca questo sviluppo in una tendenza più ampia di radicalizzazione delle società e di rafforzamento dei partiti populisti di destra alla vigilia di appuntamenti elettorali non solo in Polonia, ma anche in altri Paesi dell’Unione, tra cui Francia e Germania. Per Mosca, il risultato possibile è una maggiore capacità di influenzare i processi politici nazionali e di indebolire la posizione comune europea sulla Russia e sull’Ucraina.
La situazione attuale è quindi segnata dalla forte crescita dei contenuti antiucraini in Polonia e dalla valutazione del PISM secondo cui la Russia sta sfruttando le fratture storiche per radicalizzare il dibattito, alimentare tensioni sociali e preparare un terreno favorevole all’influenza politica in vista del voto del 2027.