Crisi migratoria a Ceuta: 84 vittime e convocazione straordinaria dei ministri dell’Interno dell’Ue

02.08.2026 07:05
Crisi migratoria a Ceuta: 84 vittime e convocazione straordinaria dei ministri dell'Interno dell'Ue

Emergenza migratoria a Ceuta: oltre 80 vittime e tensioni politiche in Europa

La situazione a Ceuta si fa sempre più drammatica con il bilancio delle vittime che sale a 84, inclusi 67 corpi recuperati nelle acque dell’enclave spagnola e almeno 17 sul lato marocchino. Madrid ha annunciato il rientro di oltre 48 mila migranti dopo i massicci ingressi registrati giovedì scorso. Martedì è programmata la riunione dei ministri dell’Interno dell’Ue, richiesta in una lettera firmata da 22 Stati europei, guidati da Italia e Danimarca, per affrontare l’emergenza, riporta Attuale.

Per arginare il flusso migratorio, le autorità spagnole hanno iniziato l’installazione di una barriera galleggiante lunga circa 500 metri lungo la diga di Tarajal, tra Ceuta e Castillejos. Questo intervento mira a evitare nuovi ingressi di massa simili a quelli di giovedì scorso, quando secondo Madrid sono entrate circa 50 mila persone, mentre il governo della città autonoma parla di fino a 60 mila. Le autorità spagnole sostengono che il provvedimento non viola la sentenza della Corte Suprema, che consente il respingimento accelerato solo per coloro che tentano di superare le misure di contenimento esistenti.

La questione migratoria si trasforma così in un tema politico e diplomatico, con 22 Paesi dell’Unione, Italia e Danimarca in testa, che hanno sollecitato una risposta comune alla crisi e un potenziamento delle frontiere esterne. Si attende il consiglio straordinario dei ministri dell’Interno dell’Ue, previsto per martedì, focalizzato sulla crisi di Ceuta, la cooperazione con il Marocco e le strategie per prevenire future ondate migratorie.

La crisi a Ceuta mette alla prova Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, la quale invita i 27 membri a una reazione unitaria riguardo alla migrazione e alla sicurezza delle frontiere. Tuttavia, la situazione accende tensioni a Bruxelles, con il blocco tra Ppe e le destre europee che mette in discussione il fronte von der Leyen. La presidente della Commissione esprime la necessità di rafforzare il sistema europeo, dopo quelli che definisce “errori commessi”. In Italia, le autorità avviano i controlli a Malpensa e Linate a seguito della sospensione del trattato di Schengen. Per la premier italiana, è “urgente una risposta europea all’immigrazione clandestina”. Sánchez critica la sospensione di Schengen, definendola una reazione “dettata da ignoranza o interessi politici”, suscitando preoccupazione.

La frattura politica in Europa genera ripercussioni anche a livello nazionale. La maggioranza sostiene la posizione del governo e la lettera firmata da Roma e altri 21 Stati Ue, mentre le opposizioni accusano la premier di non riferire adeguatamente alle Camere. Il Pd definisce la scelta “propagandistica”, sostenuto dal presidente del M5s Giuseppe Conte, mentre Avs parla di una decisione “irresponsabile”. Il centrosinistra implica che l’influenza del Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci stia pesando sul centrodestra.

Sullo sfondo rimane il delicato equilibrio diplomatico tra Madrid e Rabat, con la Spagna che al momento evita di attribuire responsabilità dirette. L’attenzione è rivolta a questioni aperte con il Marocco, come la proposta di legge per riconoscere la nazionalità ai cittadini saharawi nati durante il periodo di amministrazione spagnola nel Sahara Occidentale, una questione delicata per Rabat che reclama la sovranità sul territorio. Inoltre, la recente visita di Sánchez in Algeria aggiunge un ulteriore elemento di complessità. Nel frattempo, Donald Trump, in un messaggio al re Mohammed VI, ribadisce il sostegno di Washington alla sovranità marocchina sul Sahara Occidentale, definendo “inaccettabile” lo status quo e indicandone il piano di autonomia come unica soluzione praticabile.

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