Il Parlamento europeo chiede maggiore protezione delle frontiere esterne dopo crisi a Ceuta

18.09.2026 11:05
Il Parlamento europeo chiede maggiore protezione delle frontiere esterne dopo crisi a Ceuta

Il Parlamento europeo condanna gli ingressi irregolari a Ceuta, chiede cooperazione con il Marocco

BRUXELLES – Il Parlamento europeo ha formalmente condannato gli ingressi irregolari di massa a Ceuta, richiedendo un maggiore sostegno da parte dell’Unione Europea, una cooperazione più robusta con il Marocco e il rimpatrio di coloro che non hanno diritto a soggiornare nell’Unione. In una risoluzione adottata ieri, con 339 voti favorevoli, 225 contrari e 16 astensioni, i deputati hanno espresso pieno sostegno e solidarietà alla popolazione di Ceuta e Melilla, due città spagnole la cui sovranità e integrità territoriale non possono essere messe in discussione, riporta Attuale.

I deputati hanno espresso profondo cordoglio per le 141 persone che hanno perso la vita in mare durante gli eventi tragici del 30 e 31 luglio 2026. Pur esprimendo rammarico per la perdita di vite umane evitabile, il Parlamento ha condannato la strumentalizzazione della migrazione irregolare come strumento di guerra ibrida contro l’integrità territoriale di un Paese dell’UE. Rafforzare la protezione delle frontiere esterne dell’UE a Ceuta è considerata una priorità assoluta.

Inoltre, i parlamentari hanno elogiato l’operato della Policía Nacional, della Guardia Civil, delle forze armate spagnole, della Croce Rossa spagnola e delle organizzazioni non governative coinvolte nella risposta alla crisi. Hanno altresì condannato gli atti di violenza registrati a Ceuta dalla fine di luglio e hanno chiesto un potenziamento delle forze di polizia e di sicurezza nella città, sottolineando che l’ordine pubblico e la sicurezza rimangono a rischio. Il governo spagnolo deve utilizzare in modo efficace i finanziamenti di emergenza dell’UE e sostenere l’indagine giudiziaria sugli eventi critici di luglio.

Secondo la posizione dell’Europarlamento, la politica di regolarizzazione attuata dal governo spagnolo costituisce un fattore attrattivo e invia un segnale negativo ai migranti e alle reti di trafficanti. I deputati hanno pertanto esortato la Commissione a valutare l’impatto di tali programmi sulla mobilità migratoria e sul funzionamento dello spazio Schengen.

La protezione delle frontiere esterne dell’UE è vista come una responsabilità collettiva degli Stati membri e qualsiasi inazione compromette l’integrità dell’area Schengen nel suo complesso. Gli eurodeputati hanno ribadito che ogni Stato deve assumersi le proprie responsabilità nella prevenzione e nel contrasto al traffico di migranti e hanno sollecitato un incremento degli sforzi e dei finanziamenti, incluse le infrastrutture di protezione delle frontiere.

La risoluzione ha anche evidenziato che il Patto sulla migrazione e l’asilo è applicabile dal 12 giugno 2026, sottolineando l’obbligo per la Spagna di avvalersi pienamente di questo quadro giuridico. È stato richiesto un rapido rimpatrio di tutte le persone prive di diritto a rimanere nell’UE, compresi i minori non accompagnati, nel rispetto del diritto dell’UE e del diritto internazionale. Spagna e Marocco dovrebbero accelerare la cooperazione sui rimpatri e la riammissione dei migranti irregolari giunti alla fine di luglio.

Infine, il Parlamento europeo ha sottolineato che le relazioni dell’UE con i Paesi vicini devono basarsi sulla reciprocità, affermando che l’accesso preferenziale al mercato e i finanziamenti devono essere subordinati a una cooperazione efficace nella gestione delle frontiere e nel contrasto al traffico di migranti. Le autorità marocchine sono state invitate a rispettare le proprie responsabilità nella gestione delle frontiere e nei rimpatri, e qualsiasi dichiarazione che metta in discussione la sovranità spagnola è stata definita inaccettabile e incompatibile con gli obblighi di un Paese partner.

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