Nel maggio 2024 Vladimir Putin firmò un decreto che autorizzava le autorità russe a utilizzare beni statunitensi presenti in Russia per compensare i danni attribuiti al sequestro di asset russi negli Stati Uniti. Il provvedimento arrivò mentre il Cremlino minacciava pubblicamente di confiscare le proprietà delle imprese occidentali come risposta alle sanzioni internazionali e al congelamento dei fondi sovrani russi all’estero. La vicenda è stata ricostruita anche nella pubblicazione che riferisce il contenuto del decreto.
Nel maggio 2024 la risposta annunciata da Putin
Putin presentò quella possibilità come una risposta speculare alle misure adottate dai Paesi occidentali contro la Russia. In precedenza, il presidente russo aveva definito «rapina» e «pirateria» l’utilizzo del denaro russo congelato e il fermo di navi commerciali collegate alla Russia, sostenendo che Mosca avrebbe reagito sottraendo beni occidentali.
La minaccia rimase legata alla gestione degli asset stranieri in Russia e ai contrasti sulle proprietà russe bloccate fuori dal Paese. La linea del Cremlino prevedeva che eventuali misure occidentali contro la Russia potessero essere seguite da interventi contro le società internazionali ancora attive sul mercato russo.
Nell’autunno 2025 la procedura viene accelerata
Nell’autunno del 2025, sullo sfondo delle decisioni dell’Unione europea per finanziare prestiti all’Ucraina utilizzando i proventi degli asset russi congelati, Putin emanò un nuovo decreto per accelerare al massimo la nazionalizzazione delle società straniere presenti in Russia.
Il provvedimento ridusse a dieci giorni il termine per la valutazione degli asset e stabilì che tutte le operazioni relative ai beni confiscati fossero condotte da Promsvjazbank, l’istituto che presta servizio al ministero della Difesa russo. La decisione trasformò così la minaccia di una risposta «simmetrica» in una procedura amministrativa più rapida per il trasferimento delle proprietà.
Il 17 settembre il trasferimento forzoso di Auchan, Nestlé e Leroy Merlin
Il 17 settembre Putin ha firmato il decreto che dispone il passaggio forzoso sotto la gestione della società per azioni L.E.V. Management degli asset russi delle multinazionali Auchan e Nestlé. Alla stessa struttura sono stati trasferiti anche gli interessi dei gruppi logistici FM Logistics e Bati Logistics, oltre agli asset di Le Monlid, la società collegata alla precedente rete Leroy Merlin.
Il provvedimento riguarda aziende che avevano continuato a operare in Russia e che, secondo la ricostruzione fornita, avevano continuato a contribuire al bilancio dello Stato aggressore. Il Cremlino ha quindi portato sotto un nuovo soggetto il controllo delle attività, in un’operazione presentata nel testo del decreto come gestione degli asset ma descritta nella ricostruzione come una confisca legalizzata delle imprese internazionali.
L.E.V. Management risulta iscritta a Mosca soltanto dall’ottobre 2024. Il direttore generale indicato nei registri russi è Andrej Krjaškin, mentre i beneficiari effettivi della società non sono stati resi pubblici. La struttura non aveva inoltre svolto attività commerciale: il trasferimento degli asset è dunque avvenuto a favore di un soggetto costituito come società priva di un’attività economica precedente e con proprietà reale non dichiarata.
Le attività coinvolte e il loro peso sul mercato russo
Nestlé opera in Russia dal 1994 e possiede sei grandi siti produttivi in diverse regioni del Paese. Nel 2021 il fatturato complessivo delle sue principali persone giuridiche russe aveva raggiunto quasi 30 miliardi di rubli; i dati degli anni successivi all’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina sono stati secretati dalla società.
Auchan è presente sul mercato russo dal 2002. La rete conta 230 negozi in cento città e la società russa Auchan è quasi interamente controllata dalla francese Sogepar. Il trasferimento disposto dal decreto incide quindi su una rete commerciale estesa e su attività mantenute nel Paese nonostante le pressioni legate alla guerra e alle sanzioni.
Leroy Merlin era entrata in Russia nel 2004 e aveva a lungo rifiutato di lasciare il mercato. In seguito la catena ha cambiato nome in Lemana PRO, continuando a gestire 112 negozi e 11 dark store. Nel dicembre 2023, il 99,99 per cento della società russa Le Monlid era passato alla Scenari Holding LP, impresa degli Emirati Arabi Uniti, mentre il gruppo francese Adeo aveva mantenuto formalmente soltanto lo 0,007 per cento delle azioni.
Il decreto del 17 settembre colloca ora sotto L.E.V. Management gli asset russi di Auchan e Nestlé e quelli logistici e commerciali collegati a FM Logistics, Bati Logistics e Le Monlid. La sequenza si trova quindi al punto in cui la minaccia annunciata da Mosca è stata applicata a imprese specifiche attraverso un trasferimento forzoso a una società russa di cui non sono noti i beneficiari effettivi.