La corsa all’intelligenza artificiale: Stati Uniti e Cina a confronto sulle tecnologie fondamentali

18.09.2026 11:35
La corsa all'intelligenza artificiale: Stati Uniti e Cina a confronto sulle tecnologie fondamentali

Trump riduce a niente le richieste di regolamentazione sull’intelligenza artificiale mentre la corsa con la Cina continua

Nei giorni scorsi, i leader delle principali aziende statunitensi di intelligenza artificiale hanno richiesto maggiori regole e controlli di sicurezza per i loro prodotti. Tuttavia, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha liquidato tali proposte, affermando: «Siamo davanti alla Cina nell’AI, e sinceramente voglio che la situazione rimanga così, perché chiunque vinca nell’AI, vince», riporta Attuale.

Secondo l’amministrazione Trump, gli Stati Uniti e la Cina sono coinvolti in una “corsa all’intelligenza artificiale” che determinerà chi dominerà questa tecnologia fondamentale e, di conseguenza, chi avrà maggiori possibilità di affermarsi come principale potenza globale in questo secolo. La priorità di arrivare primi in questa corsa ha portato il governo statunitense a trascurare altre questioni, come la sicurezza e la regolamentazione.

Una questione cruciale mai approfondita nei discorsi ufficiali è cosa significhi effettivamente “vincere la corsa”. Gli Stati Uniti non chiariscono le conseguenze di una vittoria o di una sconfitta, e non è del tutto certo se la Cina stia partecipando a questa “corsa” o, perlomeno, se lo faccia nella stessa modalità.

La prima domanda da porsi è se questa “corsa all’AI” esista realmente. Negli Stati Uniti, tutti sembrano darlo per scontato, comprese le aziende che sviluppano tecnologie di intelligenza artificiale, convinte di essere coinvolte in una competizione epocale con la Cina per una delle tecnologie più importanti del secolo.

Nel contesto della politica statunitense, l’idea della “corsa a qualcosa” è stata storicamente utilizzata come strumento di mobilitazione e ispirazione. Durante la Guerra Fredda, gli Stati Uniti si impegnarono nella “corsa allo Spazio” contro l’Unione Sovietica, che stimolò notevolmente l’innovazione tecnologica.

Tuttavia, era chiaro che il valore politico della “corsa allo Spazio” era almeno parzialmente simbolico, nonostante il suo contributo allo sviluppo tecnologico. Nel 1961, il presidente John F. Kennedy dichiarò che «l’impatto di questa avventura» era «nelle menti degli uomini di tutto il mondo». La “corsa allo Spazio” serviva a dimostrare la superiorità del modello capitalistico americano rispetto al comunismo sovietico.

Al contrario, la “corsa all’AI” è presentata come una battaglia esistenziale per la supremazia mondiale e la sicurezza. Come sottolineato da Trump: «Chiunque vinca nell’AI, vince». Questa nuova percezione del rapporto con la tecnologia, in particolare nel settore digitale, rappresenta un cambiamento rispetto agli anni Novanta, quando l’idea di “dominare internet” era assente.

Negli Stati Uniti, la ricerca sull’AI è influenzata dall’ossessione per l'”intelligenza artificiale generale” (AGI), il momento in cui sarà possibile sviluppare un’AI capace di eguagliare tutte le capacità umane. Alcuni ricercatori hanno iniziato a discutere anche di “super intelligenza artificiale” (ASI), capace di superare le capacità umane e diventare un’entità straordinaria o addirittura onnisciente.

Secondo queste teorie, raggiungere l’AGI o l’ASI prima degli altri conferirebbe un vantaggio significativo, poiché l’AI potrebbe entrare in una modalità di miglioramento continuo, accelerando enormemente il suo sviluppo e diventando straordinariamente potente. Il termine “momento FOOM”, usato per descrivere questa situazione, evidenzia come, superata una certa soglia, la tecnologia possa diventare incredibilmente potente.

Questa convinzione influisce in modo significativo sia sul mercato interno statunitense che sulla strategia nei confronti della Cina. Aziende come Anthropic, OpenAI, Google e Meta stanno investendo miliardi nello sviluppo di modelli avanzati, nella speranza di raggiungere per prime l’AGI.

In ambito internazionale, l’AGI o l’ASI sono paragonabili alla bomba atomica: il primo paese a svilupparle avrà un vantaggio decisivo, generando timori tra le altre nazioni. Anche se gli imprenditori del settore utilizzano questa metafora, è stata criticata da alcuni esperti.

Tuttavia, ci sono problematiche da considerare. Primo: non esiste certezza che l’AGI o l’ASI possano essere raggiunte con le tecnologie attuali, e vi sono anche scetticismi all’interno del settore. Secondo: anche se l’AGI o l’ASI fossero raggiungibili, il vantaggio che ne deriverebbe potrebbe non essere così determinante. Terzo: anche in caso di un significativo vantaggio, non è chiaro come potrebbe essere applicato nella competizione tra potenze.

Inoltre, è fondamentale considerare i rischi di un’AI che possa sfuggire al controllo umano e diventare potenzialmente pericolosa.

Negli Stati Uniti, vincere nell’AI equivale a ottenere una tecnologia con un potenziale economico e strategico straordinario. All’interno del settore, le posizioni sono complesse e varie. Anche se uno dei principali consiglieri di Trump ha cercato di attenuare l’idea che l’AGI/ASI possano avere un ruolo così dirompente, il sistema statunitense rimane concentrato su questo obiettivo.

Differente è l’approccio cinese. Il Partito Comunista Cinese riconosce di trovarsi in una competizione globale con gli Stati Uniti, ma ha adottato una strategia meno ossessiva nei riguardi dell’AGI e dell’ASI. La Cina, pertanto, ha scelto un approccio più pragmatico e diversificato nello sviluppo dell’AI.

Il paese affronta tuttavia notevoli svantaggi nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. I modelli cinesi risultano meno potenti e la capacità di calcolo è limitata a causa dei controlli sulle esportazioni di chip avanzati imposti dagli Stati Uniti. Questo rende il raggiungimento dell’AGI/ASI più lontano.

Diversamente dagli Stati Uniti, la Cina ha adottato una strategia di sviluppo dell’AI che punta sulla diffusione e sull’integrazione nella propria economia. I modelli cinesi sono “open weight”, consentendo un accesso libero a ricercatori e utenti. Ciò ha permesso alla Cina di espandere la propria AI a livello globale, diventando un leader nell’adozione della tecnologia, sia nei prodotti di consumo che nei sistemi di gestione e sorveglianza.

Di fatto, nonostante gli Stati Uniti e la Cina si trovino in una “corsa all’AI”, le due nazioni partecipano a competizioni distinte, basate su approcci e obiettivi diversi. Gli Stati Uniti scommettono su un’AI dirompente, mentre la Cina punta a sviluppare una tecnologia incrementale. Negli ultimi mesi, però, le due strategie sembrano convergere, con gli Stati Uniti che ora riconoscono l’importanza di aumentare l’adozione della tecnologia e alcuni imprenditori cinesi che aspirano a raggiungere l’AGI.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere