Verso il traguardo della riforma elettorale: trattative finali tra Fratelli d’Italia e alleati

13.07.2026 06:15
Verso il traguardo della riforma elettorale: trattative finali tra Fratelli d'Italia e alleati

Riforma elettorale: tensioni e compromessi tra alleati del governo

L’ottimismo c’è, ma l’accordo scritto ancora manca. Fratelli d’Italia e Lupi si dichiarano fiduciosi, mentre gli sherpa sono in corsa contro il tempo: la scadenza per depositare gli emendamenti alla Camera è fissata per oggi alle 13. Da via della Scrofa è certo che FdI, insieme a Noi Moderati, presenterà comunque la sua proposta, sfidando il resto della coalizione. Si è tenuto stamattina un ennesimo vertice dei tecnici del centrodestra per tentare una mediazione in extremis, riporta Attuale.

L’ipotesi di compromesso, messa sul tavolo ieri, si rifà all’Italicum di Matteo Renzi: capolista bloccato con nome dei candidati scritti sulla scheda e preferenze per gli altri. Questa formula ha atout giuridici significativi, offerta direttamente dalla premier per superare la presunta incostituzionalità del listone blindato. I giudici, con la sentenza 35/2017, non hanno bocciato un sistema misto. Per i partner minori, il cambiamento non avrà impatti diretti. Ad esempio, se Forza Italia ottiene il 10% dei 314 scranni nelle circoscrizioni plurinominali, porterà a casa circa 31 deputati, con la vera competizione limitata ai grandi gruppi come FdI e Pd.

La discussione è inserita in uno scambio ben più ampio, dove ognuno cerca di ottenere vantaggi. La Lega, ad esempio, si concentra sullo Stabilicum, mentre FdI preme per le intese regionali sull’autonomia. Per Salvini, l’Autonomia è cruciale; per Meloni, le preferenze. Questo scambio è evidente nei corridoi del potere. Forza Italia, invece, rappresentata da Antonio Tajani, si distacca dalla questione per mantenere il governo al riparo, mentre si affaccia anche sulla gestione delle Comunali.

Se la proposta di FdI venisse bloccata dagli alleati, la premier ha in serbo un’arma per tornare al testo base, dove il premio di maggioranza si calcola sui voti dei singoli partiti, favorendo così la prima forza. Maurizio Lupi ha affermato: “Noi Moderati vuole ridare la possibilità ai cittadini di scegliere il proprio deputato o senatore. Il centrodestra certamente troverà una sintesi nelle prossime ore”. Anche se la maggioranza dovesse dividersi, il dibattito sulle preferenze è inevitabile, poiché sono stati presentati ulteriori emendamenti da Italia viva, Cesa, Marattin e dai membri di Futuro Nazionale.

Dall’altro lato, il “campo largo” si riunirà stamattina per preparare risposte efficaci. Nel frattempo, Riccardo Magi ha convocato le opposizioni per manifestare domani, durante il voto sulla riforma, nella ‘Notte della Democrazia’ davanti a Montecitorio. Questa mobilitazione ha suscitato reazioni tra i meloniani, come il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli, che ha dichiarato: “Hanno distrutto l’Italia e ora che la stiamo rimettendo in piedi hanno nostalgia delle macerie.” La suspense rimane alta mentre i margini per raggiungere un accordo continuano a persistere.

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