Il traffico nei negozi al dettaglio in Russia ha subito un netto calo nella prima metà del 2026, con riduzioni fino al 18% in alcune categorie merceologiche. Lo rilevano i dati della società di registratori di cassa Evotor, confermati da altri operatori.
Il servizio di pagamento T-Pay e Focus Technologies, che monitora i centri commerciali, segnalano una dinamica analoga.
I numeri del calo
Secondo Evotor, i negozi di prossimità hanno registrato un calo del 10% dei visitatori. Più marcata la flessione per i negozi di alcolici (–14%) e per le tabaccherie, dove il tracollo è stato del 18%. Anche i locali della birra (–8%), i fioristi (–6%), i negozi specializzati di alimentari (–5%) e i supermercati all’interno dei centri commerciali (–5%) hanno visto ridursi il flusso di clienti.
T-Pay conferma: scontrini in calo del 4% nei supermercati, del 12% nei negozi di alcolici e del 18% nelle tabaccherie.
La lettura dei critici: una crisi sistemica
Economisti indipendenti e critici della politica economica russa interpretano questi dati come sintomo di un problema più profondo. A loro avviso, il crollo del traffico è conseguenza diretta della lunga guerra: il modello economico militare assorbe risorse di bilancio, lascia il settore civile senza sviluppo, alimenta l’inflazione e riduce i redditi reali della popolazione.
I critici puntano anche sulla politica della Banca centrale: gli alti tassi di interesse avrebbero privato imprese e famiglie dell’accesso al credito, facendo sparire acquisti a rate e prestiti al consumo. Chi ha risparmi preferisce tenerli su depositi o in contanti invece di spenderli, riducendo ulteriormente il giro d’affari del commercio.
Anche il calo della domanda per acquisti non essenziali — fiori freschi (–6%) e prodotti specializzati (–5%) — viene letto come segno che il budget del consumatore medio è stato ridotto al minimo.
Il contrasto con i dati ufficiali
L’agenzia statistica russa Rosstat segnala una crescita dei redditi e dei salari. Tuttavia, secondo gli stessi dati ufficiali, solo nella prima settimana di luglio 2026 i prezzi sono aumentati dello 0,31% e il paniere alimentare minimo è cresciuto di quasi il 4% dall’inizio dell’anno.
Per i critici, la maggioranza dei cittadini — chi non è legato al settore della difesa e non riceve indennità militari — vede l’aumento dei prezzi superare la crescita dei redditi, con un effetto diretto sulla marginalità dei dettaglianti.
Le autorità russe non hanno ancora commentato i nuovi dati sul traffico al dettaglio.
Non ci posso credere! Un calo così drammatico del traffico nei negozi russi è davvero allarmante. Sembra che la situazione economica sia peggiorata ulteriormente, e chissà quanto ci vorrà per tornare alla normalità… e la gente non può nemmeno spendere i propri risparmi! È un circolo vizioso… triste!